2026 01 Capodanno a Berlino

3O DICEMBRE 2025 – 11 GENNAIO 2026

…Alexander Platz Auf-widersen, c’era la neve faccio quattro passi a piedi fino alla frontiera…Vengo con te ………

Sulle note della canzone Alexanderplatz di Milva, partiamo per questo viaggio in Germania con tappa finale Berlino. Era un desiderio che giaceva da tempo nel fondo più remoto del cassetto dei sogni e aspettava di essere realizzato. Il momento è finalmente arrivato.

Abbiamo preparato l’itinerario nei minimi particolari e considerata la stagione, abbiamo messi in preventivo la neve e il gelo, fiduciosi del pragmatismo tedesco: strade pulite tempestivamente alla minima spruzzata di neve. Era solo (!!!) necessario preventivare il consumo del gas per il riscaldamento del camper…

Partiamo il 30 mattina e ci diamo appuntamento all’autogrill Paganella ovest nei pressi di Trento con Pio e Marisa, Gianni e Rosalba ci raggiungeranno in Germania per la serata di fine anno.

La prima sosta è prevista all’area sosta camper alle Terme di Erding in Germania, letteralmente coperta di neve e ghiaccio dove festeggeremo l’arrivo del nuovo anno godendoci uno straordinario spettacolo di fuochi artificiali che ci lascia letteralmente incantati.

La mattina di Capodanno partiamo, il programma è superbo, l’arrivo a Berlino è previsto per il 6 gennaio e le città della Germania lungo il percorso ci attirano e invogliano il nostro desiderio di visitarle: Ratisbona antica città della Baviera patrimonio dell’Unesco, Norimberga dove è prevista lavisita al Palazzo di Giustizia con l’aula 600 dove si è svolto il famoso Processo ai criminali nazisti, Rothenberg ob der Tauber, gioiellino medioevale che ricorda il nostro San Gimignano in Toscana, Bamberga, città della birra, chiamata la “Roma della Baviera” per la sua architettura barocca, Weimar città della Turingia simbolo delle eccellenze della cultura germanica……e poi Buchenwald, campo di concentramento nazista. Dopo aver visto Mathausen, Dacau ed Auschwitz questo è ben poca cosa. Rimangono gli spazi dove un tempo c’erano le baracche ma tutto è lasciato all’immaginazione. Tuttavia la memoria di quel posto lascia davvero straziati, si tratta di una visita dolorosa ma indispensabile. Solo dopo esserci stati, si capisce l’importanza di averlo visitato.

Siamo all’ultima tappa del nostro viaggio prima di Berlino: Lipsia, città della Sassonia, seconda città della ex Germania dell’Est, culla della letteratura tedesca, ricordata per la battaglia dove Napoleone Bonaparte venne sconfitto e costretto all’esilio nell’isola d’ Elba.

Ed eccoci finalemnte alla tanto desiderata Berlino la capitale federale e la culla dell’innovazione. Camminando per la strada di questa città ci si imbatte nelle memorie di un passato recente fatto prima di distruzione e poi di divisione per giungere ad un presente che unisce, recupera e costruisce ex novo…

Riserviamo per la visita della città tre giorni e dopo un impatto in cui ci è sembrata una metropoli complicata, nonostante le bufere di neve che ci hanno accompagnato, l’abbiamo visitata, carichi di un tale entusiasmo che quasi quasi non ci faveva percepire l’ondata di freddo artico del momento. Ultima, ma veramente ultima tappa del nostro percorso:

Potsdam  la “Versailles tedesca” che si trova appena fuori Berlino. Centro del regno di Prussia la sua magnificenza è testimoniata dai numerosi palazzi e i parchi che la ornano, molti dei quali iscritti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità Unesco.

Città famosa per avere ospitato i lavori della conferenza presso lo Schloss Cecilienhof nel 1945. Qui Churchill per l’Inghilterra, Truman per gli USA e Stalin per l’URSS decisero il futuro della Germania.

Circa 900 chilometri ci separano dall’Italia e così comincia il nostro viaggio di ritorno sotto una bufera di vento e neve, il tergicristallo non ce la fa a pulire il vetro del camper che si ghiaccia e ci costringe a numerose fermate per provvedere alla pulizia e consentirci la visibilità…

Arriviamo a casa domenica sera indubbiamente stanchi ma i nostri autisti sono imbattibili e pronti a ripartire…*****

Questo è il diario del nostro viaggio in camper in Germania che si presta perfettamente grazie alle numerosissime aree di sosta attrezzate e le aree verdi, sparse su tutto il territorio, dove è possibile campeggiare e dove si respira aria di accoglienza.
Una nazione misteriosa, austera, ricca di molti paesaggi naturali, alcuni riconosciuti patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, sempre affascinante, con un enorme patrimonio storico e culturale a testimonianza dell’importanza e del forte impatto che il paese ha avuto nel corso della storia.

*****I motori sono accesi, le idee e le mete non mancano……ALLA PROSSIMA!!!!

Daniela, Mario, Marisa, Pio, Gianni e Rosalba

Ratisbona

Buchenwald

Potsdam

Berlino

Weimar

Norimberga, Palazzo di Giustizia e aula 600


CAPODANNO 2026

3O DICEMBRE 2025 – 11 GENNAIO 2026

BERLINO

.”Per visitare Berlino bisogna saper vedere anche quello che non c’è più e saper intuire una ingannevole realtà. Qui gli eventi sono cicatrici sul volto della storia, ma la loro capacità evocativa è intatta. A Berlino nulla resta più visibile di ciò che si cerca di cancellare…”

(Johann Bernhard Merian filosofo, 1723-1807, membro Accademia Scienze Berlino)

30 dicembre 2025 Piazzola sul Brenta – Erding (Baviera) Km 475

Area di sosta camper di Erding Gersthof Gmbh&Co.KG
Thermenallee 6
85435 Erding

31 dicembre 2025 – Serata Capodanno in camping

1 gennaio 2026 Partenza per Ratisbona (Baviera) Km 110 è una delle più antiche città della Baviera, situata a nord del Danubio, patrimonio dell’UNESCO. Visita alla città.

Partenza per Norimberga (Baviera-Franconia) Km 105 Città storica della Baviera, famosa per il suo centro medievale, la sua ricca cultura e la sua importanza storica. Sosta per la notte.

2 gennaio 2006 – Visita alla citta.

In serata partenza per Rothenberg ob der Tauber (km 82)

Fantastico gioiellino medievale che si erge in cima ad un colle circondato dalle antiche mura che recintavano la città, puntellate da torri e porte cittadine, al di sotto del quale scorre il fiume Tauber. Visita della città by-night. Sosta per la notte

3 gennaio 2026 Partenza per Bamberga (km 94) – Visita alla città.

Città situata nella regione dell’Alta Franconia, nel nord della Baviera. Costruita su sette colline, è spesso chiamata la “Roma della Baviera”, grazie alla sua architettura barocca e medievale mozzafiato. In serata partenza per Weimar (km 185) sosta per la notte.

4 gennaio 2026 – Weimar, città extracircondariale della Turingia, culla dell’Illuminismo tedesco, nonché simbolo delle eccellenze della cultura germanica, è nota come il luogo in cui fu stesa la bozza della Costituzione della Repubblica di Weimar dopo la prima guerra mondiale. Visita alla città. Sosta per la notte.

5 gennaio 2026 – partenza per Lipsia (km 123) città della Germania orientale, nel Land della Sassonia, importante centro culturale, economico e scientifico della regione. Sosta per la notte.

6-7-8 BERLINO (km 186) – Postdam (km 37) Berlino capitale della Germania situata nella regione del Brandeburgo ( land autonomo).

Postdam capitale e centro maggiore del Land del Brandeburgo. 

9 gennaio 2026 -Dresda (km 190)

 E’ una piccola città “gioiello” distesa sulle rive del fiume Elba, dalle origini antico-medioevali, situata nel cuore della Sassonia denominata l la Firenze dell’Elba”,

10 – 11 gennaio rientro a Piazzola sul Brenta (Km 909)

(Sosta a Praga Km 147 ?? – Praga /Piazzola sul Brenta km 979)


RATISBONA

 è una città quasi unica nel suo genere, perché non ha subito danni, durante il Secondo Conflitto Mondiale. Un caso talmente raro di città medievale intatta, in quel di Germania, che l’Unesco dal 2006 ha deciso di dichiararla “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.

Uno dei luoghi più belli di Germania, se non d’Europa, che rispetto a molte altre città tedesche ha sofferto meno danni in seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, riuscendo a mantenere intatte molte delle sue preziosità. Ratisbona, in tedesco Regensburg, che significa fortezza sul Regen, si trova nel bel mezzo della Baviera, e il suo attuale nome è da attribuire alla denominazione celtica “Radasbona” riguardante un insediamento poco distante. Più o meno dall’anno 90 d.C la città fu poi fortificata e consolidata dai Romani, prendendo il nome di Castra Regina. Ratisbona ebbe molta importanza nei secoli a venire, tanto da diventare nel sesto secolo la prima capitale della Baviera e successivamente acquisendo lo status di “libera città imperiale”. La sua posizione altamente strategica e favorevole alle comunicazioni la resero un importantissimo centro commerciale. Dopo il declino dei secoli successivi, Ratisbona è tornata dinamica e vivace nella seconda metà del Novecento, attirando diverse grandi imprese di automobilismo e industria elettronica, ma soprattutto ospitando un’importante Università.

L’importanza assunta da Ratisbona durante i secoli medievali emerge in ogni angolo del suo incantevole centro storico: gli edifici originari, risparmiati dalla furia della Guerra, ne sono una prova evidente.

Duomo di Ratisbona

Siamo di fronte alla più imponente costruzione gotica di tutta la Baviera. Ci sono voluti circa 250 anni per realizzare il Duomo di San Pietro, uno degli edifici religiosi più spettacolari di tutta la Germania. Da non perdere un’esibizione dei Domspatzen, ossia “i passerotti del Duomo”, nient’altro che il coro dei fanciulli famoso in tutto il Paese. Si possono ammirare in occasione della messa domenicale delle ore 10. Curiosità: per circa 30 anni, dal 1964 al 1994, il coro è stato diretto da Georg Ratzinger, fratello del Papa emerito Benedetto XVI.

Ponte di pietra

Spostandosi dal Duomo ci si addentra in quel reticolato di vicoli che portano verso il Danubio, e ci si imbatte facilmente nello Steinerne Brucke, il celebre ponte di pietra di Ratisbona, terminato nel 1146 d.C. Lungo 346 metri, per ottocento anni il Ponte di Ratisbona è stato l’unico sul Danubio. La leggenda vuole che il Ponte sia figlio di un accordo tra il costruttore e il diavolo, che in cambio dell’aiuto avrebbe chiesto per sé le prime tre anime che lo avessero attraversato: ma il costruttore lo beffò, facendo passare un cane, una lepre ed una gallina. Quando si attraversa il Ponte di Pietra di Ratisbona si prova senz’altro una forte emozione: il panorama è sublime, e permette di scrutare particolari e dettagli della città da una prospettiva unica.

Porta Praetoria

All’epoca della dominazione romana, l’allora Castra Regina fu adornata di una imponente fortezza voluta dall’imperatore Marco Aurelio. Oltre all’enorme fossato, la fortezza disponeva di quattro porte a forma di torre: oggi è rimasta visibile nella sua forma originaria solo la Porta Praetoria, che si trovava sul lato settentrionale.

Municipio Vecchio

Risalente al tredicesimo secolo, l’Altes Rathaus, ossia il Municipio Vecchio è stato sede del Reichstag della Nazione Germanica fino alla fine del Sacro Romano Impero. Ospita ancora oggi il Museo relativo e la Sala del Reichstag, in stile gotico con tanto di trono dell’Imperatore. Inoltre, nell’edificio è possibile visitare anche la camera di tortura che veniva utilizzata in epoca medievale.

Sankt Emmeramkirche e il castello dei Thurn und Taxis

Questa basilica dell’XI secolo ha un magnifico chiostro gotico al suo interno. Vicino si trova il castello dei principi Thurn und Taxis, rappresentanti dell’imperatore durante la Dieta permanente.

Dove mangiare a Ratisbona

Nel ristorante più antico di Germania: il Wurstkuche, che si trova nelle vicinanze del Ponte di Pietra. L’edificio dove si trova fu usato durante la costruzione del ponte come ufficio; a ponte ultimato, venne convertito in taverna per i muratori e i lavoratori del porto. Qui è possibile degustare quella che è a tutti gli effetti la specialità della casa: le ottime salsicce di maiale alla griglia.

Sosta camper  Azur Camping Regensburg, Weinweg 40, 93049 Ratisbona



NORIMBERGA

Quando si immagina un piccola città antica dal sapore millenario si pensa a Norimberga, che rappresenta l’archetipo della città medievale tedesca.

Situata nel cuore della Baviera, nella regione settentrionale che prende il nome di Franconia, Norimberga (Nürnberg in tedesco) è attraversata dal fiume Pegnitz che divide le città in due aree perfettamente uguali, ed è circondata da imponenti mura di cinta che risalgono al XIV secolo e che contribuiscono a conferirle, ancora oggi, il suo intatto fascino di città medievale.

Il nome di Norimberga è ancora legato al periodo più nero del XX secolo: l’ascesa del nazismo di Hitler che la scelse come “sede” dei suoi raduni e delle marce delle camicie brune.

Impossibile, ancora oggi, non avvertire le conseguenze che bombardamenti e violenze hanno avuto sui monumenti, sulle chiese e sull’aspetto urbano di questa città che, seppur perfettamente ricostruita secondo gli originari schemi medievali, invita abitanti e visitatori a non dimenticare il tragico passato che l’ha travolta.Furono promulgate qui le famose leggi razziali, ma è sempre qui che si tenne il celebre processo contro i criminali di guerra che consacrò Norimberga ad emblema di pace ed opposizione al nazismo. Oggi visitare Norimberga significa immergersi in un’atmosfera medievale fatta di case in pietra dalle facciate “a traliccio”, restare incantati dai suggestivi scorci sugli specchi d’acqua creati dal fiume che si infila tra le stradine e sotto i ponti, calpestare le pietre su cui camminarono gli imperatori del Sacro Romano Impero Germanico, curiosare tra gli stand del mercato più antico e grande d’Europa, lasciandosi tentare dai profumi di würstel pan di zenzero. Simbolo di Norimberga è il maestoso Kaiserburg, il Castello Imperiale che domina da una collina, con la sua inconfondibile sagoma fatta di torri e di mura, l’intera città bavarese. La fortezza, costruita nel XII secolo, è una delle più importanti del Medioevo in Europa e tra le sue mura vi abitarono, tra il 1050 ed il 1571, gli imperatori del Sacro Romano Impero Germanico, tra cui Federico Barbarossa che lo fece ampliare rendendolo un castello feudale. L’elemento più antico ed affascinante del Kaiserburg è il Burggrafenburg, il castello dei Burgravi, costruito su di una torre pentagonale del 1050. Per godere di una meravigliosa vista della città dall’alto bisogna salire i 113 scalini della torre Sinwell (Torre profonda) costruita nel tardo XIII secolo su cui si trova anche il pozzo Profondo Tiefer Brunnen. La sala più importante del Kaiserburg è la cappella romanica conosciuta come Cappella Doppia, realizzata intorno al 1200 insieme al “Palas”, il Palazzo Imperiale che comprende gli appartamenti imperiali. Il Castello di Norimberga  fu sede di raduno del partito nazista nel 1933 e fu completamente distrutto durante la seconda guerra mondiale. Restarono intatte soltanto la Cappella Doppia e la torre Sinwell. Il Kaiserburg attuale è stato completamente ricostruito in modo fedele al suo splendore originario. Ai piedi del Castello sorge il Quartiere del Castello di Norimberga (Burgviertel), dove si può passeggiare tra case in pietra, case a graticcio o a traliccio, tipiche delle abitazioni della Germania, e botteghe d’artigiani. (Apertura 4 ottobre- 31 marzo: tutti i giorni 10-16) Passeggiando nel centro antico di Norimberga, è inevitabile non attraversare la Hauptmarkt, la graziosa piazza principale della città, celebre sin dal Medioevo per il suo mercato, dove ancora oggi, quotidianamente, si vendono frutta, verdura, fiori ed ogni tipologia di cibo da strada, sia dolce che salato. Per conoscere l’affascinante atmosfera di questo luogo conviene recarsi nel periodo di Natale. Ogni dicembre si tiene nella Hauptmarkt il Christkindlesmarkt, il più conosciuto mercatino di Natale della Germania, dove si può curiosare tra bancarelle di decorazioni natalizie, golose leccornie e creazioni artigianali. La piazza è dominata dalla maestosa e particolarissima fontana Schöner Brunnen (La Bella Fontana), in stile gotico ed a forma di pinnacolo traforato, costruita dallo scultore Heinrich Beheim verso la fine del ‘300. Lungo tutta l’altezza della fontana (ben 19 metri), sono intagliate ben 40 figure rappresentanti personaggi biblici e allegorici, tra cui Mosè, i padri della Chiesa, i Principi Elettori, i sette profeti ed i quattro Evangelisti. La Schöner Brunnen è considerata una delle più belle fontane d’Europa. La fontana è recintata da un elaborato cancello in ferro battuto che porta incastonati due anelli “rotanti” che, secondo la leggenda, portano fortuna. Si dice che girando quello in ottone sette volte porti fortuna, ma se siete donne che desiderano un figlio, vi conviene girare quello scuro per agevolare la sorte. A fare da sfondo alla piazza del mercato è la splendida Frauenkirche, la Chiesa di Nostra Signora. Costruita in stile gotico nel Trecento su volere dell’imperatore Carlo IV, che fece radere al suolo la vecchia sinagoga (Pogrom) per realizzare la Cappella della Corte Imperiale del Sacro Romano Impero. Oggi è la principale chiesa cattolica della città. L’edificio è il più valido esempio di architettura gotica di Norimberga che fu purtroppo distrutta quasi del tutto a causa dei bombardamenti aerei del 1945. Si salvarono soltanto i muri laterali e la facciata, il resto è stato completamente ricostruito tra il 1989 ed il 1991. La chiesa custodisce alcune prestigiose opere d’arte tra cui l’Altare della Famiglia Tucher, un trittico considerato un capolavoro della pittura norimberghese. Se vi trovate davanti alla Frauenkirche alle ore 12 in punto, potrete assistere all’attivarsi del caratteristico orologio-carillon (Männleinlaufen), composto da personaggi meccanici in rame che rappresentano 2 turchi, 6 araldi e 7 Principi elettori che sfilano davanti all’imperatore. La scena evocata è quella della storica emanazione della Bolla d’oro avvenuta nel 1356 da parte dell’imperatore Carlo IV, in base alla quale l’Imperatore appena eletto doveva indire la prima riunione del governo a Norimberga.Una delle caratteristiche della splendida città di Norimberga è rappresentata dalle sue imponenti mura di cinta, che contribuiscono a trasmettere al visitatore l’atmosfera medievale rimasta ancora intatta. Costruite tra il XIV ed il XV secolo, le indistruttibili mura circondavano completamente i 5 km del centro storico (Altstadt) rendendo Norimberga una città inespugnabile. Oggi ne restano 4 km e le 80 torri difensive in corrispondenza delle porte della città. Le mura medievali rappresentano un ottimo punto di partenza per chi voglia visitare il centro storico a piedi, a partire dall’Hauptbahnhof (Stazione Centrale). Passeggiare intorno alle mura, o tra i viali interni, è un’esperienza suggestiva per chi desidera immergersi nella vita tedesca di mille anni fa. Non a caso, all’interno della cinta muraria, nell’area antistante la Stazione Centrale, è stato ricostruito un quartiere medievale (Handwerkerhof) dove poter curiosare tra botteghe artigianali dell’epoca, acquistare souvenir, costumi tradizionali, giocattoli fatti a mano, oggetti in vetro ed in pelle, ma anche assaggiare le specialità del posto, tra cui le mitiche salsicce di Norimberga, dolci tipici e fiumi di birra. Un’occasione da non perdere per un vero e proprio tuffo indietro nel tempo. La Chiesa di San Lorenzo (Lorenzkirche) si trova in Lorenzerplatz, in pieno centro cittadino, tra la Königstraße e la Karolinenstraße, tappa obbligata per chiunque si trovi a passeggiare nelle strade principali del cuore antico. La chiesa è la più bella e suggestiva di Norimberga, realizzata in stile gotico tra il 1250 ed il 1477 nel borgo medievale situato a sud del fiume Pegnitz che tagliava in due la libera città imperiale. I suoi campanili gemelli, alti 81 metri, dominano l’intero contesto urbano della città. La cattedrale, come tutti i monumenti della città, fu completamente distrutta dalla seconda guerra mondiale e quindi, in gran parte, ricostruita a partire dal 1949. Oggi rappresenta il principale luogo di culto evangelico luterano. Al suo interno si possono ammirare diverse opere d’arte tra cui un bassorilievo in legno dipinto raffigurante l’Annunciazione su una parete del coro dello sculture ed incisore Veit Stoss, ed il ciborio del Santissimo Sacramento di 20 metri costruito tra il 1493 e il 1496 da Adam Krafft, una splendida torre traforata tra i cui intrecci di pinnacoli sono raffigurate le Scene della Passione di Gesù. Ai piedi del Castello (Kaiserburg) si trova la casa-museo del celebre pittore, incisore, xilografo e matematico originario di Norimberga Albrecht Dürer, considerato il massimo esponente della pittura rinascimentale tedesca. La residenza originaria di Dürer è una caratteristica casa medievale in pietra tipica della Germania, con la facciata esterna “a graticcio” che si adatta perfettamente al quartiere medievale che circonda il castello, contribuendo con la sua presenza all’atmosfera storica del luogo. Gli interni della casa sono tutti in legno e gli arredi sono in stile tardiomedievale. Si possono ammirare diverse stampe, pitture ed incisioni realizzate dall’artista, ma anche alcuni strumenti, come una macchina da incisione e stampa, ed il suo tavolo da lavoro. Un piccolo luogo d’arte dove, nonostante gran parte delle sale siano state riscostruite, potrete farvi un’idea dello stile di vita e delle modalità di lavoro di Albrecht Dürer.

Centro di Documentazione sul nazismo a Norimberga.

La città di Norimberga è indissolubilmente legata alla storia del nazismo. Hitler scelse proprio questa città per organizzare i suoi raduni e i suoi congressi e, a partire dal 1933, cominciò a costruire una vera e propria Reichsparteitagsgelände, una vasta area completamente destinata alle parate militari ed alle imponenti ed affollate manifestazioni propagandistiche. Fu proprio in questa zona a sud della città che Hitler promulgò, nell’adunata del 1935, le leggi razziali contro gli ebrei, le famose Leggi di Norimberga. Qui nacquero delle grandi strutture per ospitare incontri e adunate, tra cui il Palazzo dei Congressi, che rimase incompiuto ed ospita oggi il celebre Centro di documentazione sul nazismo, un edificio di impressionanti dimensioni di cui vi consigliamo la visita per comprendere una delle più drammatiche epoche della storia contemporanea. Il museo comprende un’esposizione permanente, dal titolo Il fascino e il terrore”, focalizzata sulle cause, il contesto e le conseguenze del nazismo in Germania. Attraverso l’utilizzo di pannelli ed elementi audiovisivi che mostrano documenti, foto e filmati, i visitatori possono essere informati su tutta la storia del nazionalsocialismo, dall’ascesa al potere al regime, dalle leggi razziali di Norimberga fino alla sconfitta con i Processi del 1945.

Il Museo Nazionale Germanico a Norimberga

Il Museo Nazionale Germanico fu fondato nel 1852 dal barone tedesco Jobst Bernhard von Aufsees von Aufseß per raccogliere tutta l’arte e la cultura di area germanica.

E’ considerato oggi il più ricco museo storico-culturale della Germania, poiché comprende una vasta collezione di opere d’arte e più di 1 milione di oggetti dalla preistoria (Età del Ferro) ai giorni nostri. Oggi è diventato ufficialmente il Museo Nazionale d’arte e della cultura tedesca, con un’esposizione in continua evoluzione.

Tra le opere più interessanti custodite nel museo: dipinti di Albrecht Dürer (tra cui Ritratto di Barbara Holper e Compianto sul Cristo morto), Rembrandt, Caspar David Friedrich, ma anche esponenti dell’espressionismo tedesco come Kandinskij e Kirchner. Di particolare interesse è la sezione scientifica, che comprende meridiane e mappamondi, il primo globo terrestre ed il primo orologio da tasca del mondo. Il museo possiede anche la più grande collezione di strumenti musicali storici in Europa.

Memorium dei Processi di Norimberga

Il Palazzo di Giustizia di Norimberga fu sede di uno degli eventi più importanti della storia recente.

Qui, a partire dal 20 novembre 1945, nella sala 600 della Corte d’Assise, si svolsero i Processi penali contro i principali crimini di guerra, su iniziativa del Tribunale Militare Internazionale che intendeva punire 24 gerarchi nazisti e 6 organizzazioni con diverse accuse tra cui “Congiura contro la pace mondiale” e “Crimini contro l’umanità”.

Visitare oggi questa sala è emozionante e toccante. Tra le sue mura si sono scritte importanti pagine della storia che ancora incutono timore e che ancora necessitano di essere spiegate ed esposte al pubblico. Ecco perché, all’interno dell’Aula 600, è stato allestito dal 2010 il Memoriale del Processo di Norimberga, una mostra permanente che nasce nel luogo originario degli accadimenti dell’evento, attraverso filmati, documenti audio e film storici che contribuiscono ad informare i visitatori dell’importanza che quel Processo riveste ancora oggi. E che non va assolutamente dimenticato. L’Aula 600 è tuttora in uso.  Durante le visite non è sempre garantito l’accesso alla mostra. Orari di apertura: tutti i giorni tranne il martedì 9-18, sabato e domenica 10-18

Cosa mangiare a Norimberga

Chi ha avuto l’opportunità di visitare la Germania sa già che la specialità tipica del paese sono i würstel. Ma ogni città ha la sua tradizione culinaria ed il suo modo di cucinarli e di offrirli ai visitatori.Il Roasbratwurst è la specialità di Norimberga. Si tratta di una salsiccia arrostita molto più sottile di quella che trovereste a Monaco o a Berlino. Nei ristoranti e nelle taverne se ne possono ordinare 6, 8, 10 o 12 al piatto, mentre se preferite fare uno spuntino on the road fermatevi ad uno dei tanti chioschetti specializzati nei 3 im weckla” (3 salsicce nel panino) da condire con salse a piacere. Il ristorante più celebre di Norimberga è il Bratwurst Röslein, nel cuore del centro antico. Qui, nel più grande ristorante di salsicce al mondo, è possibile assaggiare tutte le specialità della Franconia come la spalla di maiale arrosto, le Schnitzel (cotolette), gli Spätzle (gnocchetti con formaggio fuso), le Kartoffelpuffer (frittelle di patate), Panpepato, Brezel (il pane tipico a forma di cuore intrecciato e condito con sale grosso) e, ovviamente, tanta buona birra locale in enormi boccali bavaresi. Per chi è ghiotto di dolci consigliamo il marzapane, lo Strudel di mele e la Torta della Foresta Nera, preparata con cioccolato, panna e ciliegie.

Parkplatz Kohlenhofstrasse PRM Parkplatz

Norimberga (Sud) – Kohlenhofstrasse 1 parcheggio a pagamento su sterrato misto auto e camper, nessun servizio.

 

 

 

ROTHENBURG OB DER TAUBER

 E’ indubbiamente una cittadina molto bella ricorda San Gimignano, è interamente circondata da mura del ‘300 e ‘400, lunghe ca. 3,5 km, per gran parte percorribili a piedi e con molte torri e porte.Questa piccola cittadina si trova nella valle dell’omonimo fiume Tauber e fin dall’antichità è sempre stata un borgo molto frequentato., soprattutto durante il perdiodo natalizio dove i turisti sono richiamati dai tradizionali mercatini di Natale, amati soprattutto dai bambini.

È quasi impossibile passeggiare per il centro storico della città e non vedere il gigantesco negozio di souvenir del villaggio di Natale di Käthe Wohlfahrt.

Si attraversa l’ingresso superando un gigantesco soldato giocattolo e si seguono i suoni delle melodie natalizie per ritrovarsi in un mondo fantastico a tema natalizio che offre quasi ogni tipo di ornamento e decorazione immaginabile per l’albero di Natale.

Se non si è interessati alle decorazioni per gli alberi di Natale, si possono anche trovare souvenir a tema, carillon, decorazioni per tavoli, biancheria da tavola, portacandele, presepi e una serie di altre decorazioni natalizie offerte in entrambi i negozi: l’enorme Christmas Village (Herrngasse 1) e il più piccolo Käthe Wohlfahrt “Christkindlmarkt” (Herrngasse 2) dall’altra parte della strada.

La grande festa cittadina “Der Meistertrunk”, che attira ogni anno innumerevoli turisti da tutto il mondo si basa sulla fantasiosa leggenda che racconta che durante la Guerra dei Trent’anni, il sindaco di Rothenburg salvò la sua città dalla distruzione vincendo una scommessa con il Generale delle truppe che stavano per saccheggiare la città. La sfida consisteva nel finire un boccale di vino di 3,25 litri in un unico sorso. Ci riuscì e la città fu salva.
Il vino prodotto localmente è il “Silvaner” bianco, leggerissimo ma buono. Il Bretzel, il loro pane croccante all’esterno con semi di sesamo e soffice dentro, è veramente ottimo. 

Cosa mangiare a Rothenburg

A Rothenburg, non si può non assaggiare le specialità locali come le Schneeballen, un dolce tipico a base di pasta fritta e coperto di zucchero a velo o cioccolato. Inoltre, da gustare anche un piatto di Bratwurst, le salsicce tradizionali tedesche, accompagnate da crauti e patate.


Area sosta Bensenstrasse – Nordlingerstrasse, 91541

BAMBERGA (km 62,4)

Una città dell’Oberfranken, la Franconia superiore (quando siete in Franconia dimenticatevi che faccia amministrativamente parte della Baviera: i franconi ci tengono!), che riscuote, giustamente, molto successo sul piano del turismo. È una delle poche città tedesche a non aver praticamente subito bombardamenti durante la guerra: questa enorme fortuna ci permette di ammirare nel suo splendore questo gioiello, che non a caso fa anche parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco già dal 1993, proprio in virtù della città vecchia rimasta integra.
La città dei 7 colli (Stephansberg, Kaulberg, Domberg, Michelsberg, Jakobsberg, Altenburg e Abtsberg) viene chiamata spesso la Roma francone e a volte associata anche a Venezia, sia per la Klein Venedig, la Piccola Venezia (una serie di case di pescatori molto pittoresche e variopinte in riva alla Regnitz), sia per l’esistenza da alcuni anni di un gondoliere. Inoltre, anche per Bamberga l’acqua alta rappresenta spesso un problema.

La sua posizione privilegiata spiega la sua lunga storia, che risale almeno al VII sec., anche se la prima testimonianza scritta risale al 902. Era proprietà della famiglia Babenberg, da cui appunto prese il nome. Nel 1007 Enrico II vi fondò il vescovado (che durò fino al 1802, quando Bamberga perse la sua indipendenza in seguito all’occupazione della Baviera) e fece costruire il Duomo, che venne concluso però appena oltre due secoli più tardi (dopo un paio di incendi), per cui risulta alla fine una fusione molto originale fra la prima parte romanica e quella più tarda, già gotica. Vi è ospitata la tomba dello stesso imperatore Enrico, assieme alla moglie Cunigunda, entrambi canonizzati, ad opera di Tilman Riemenschneider (famoso in particolare per i suoi altari in legno), il sepolcro di papa Clemente II (unica tomba papale al di sopra delle Alpi) e la famosa statua equestre del Bamberger Reiter (XIII sec.), il cavaliere di Bamberga (che forse raffigura il re Stefano I d’Ungheria), rappresentato secondo l’ideale dei principi cavallereschi del Medioevo.
Ma Bamberga non prosperò solo in epoca medievale, i numerosi edifici barocchi testimoniano della sua fioritura, sotto i principi vescovi, in particolare nel XVIII; l’università fu fondata nel 1647. Ma la cittadina francone fu purtroppo anche un centro di rilievo nella persecuzione delle streghe.

Uno degli edifici più importanti di Bamberga è l’imponente duomo, che domina la città con i suoi quattro campanili. Molti turisti visitano l’interno del duomo spinti dalla curiosità di vedere il Bamberger Reiter, una statua del Duecento raffigurante un cavaliere a grandezza naturale, ma molte altre sono le opere di rara bellezza che potete ammirare all’interno di questa chiesa. Segnaliamo il sarcofago marmoreo del papa Clemente II e il cinquecentesco trittico dell’altare della Vergine Maria, opera di Veit Stos. Un edificio iconico di Bamberga è Altes Rathaus, ovvero il Vecchio Municipio, costruito nel 1462 su un’isola artificiale del fiume Regnitz. È possibile visitare l’interno, dove è esposta una collezione di porcellane, ma forse troverete più interessanti gli affreschi che adornano le facciate esterne. La Böttingerhaus è una stupenda casa barocca che oggi ospita una galleria d’arte. Ammirate l’esterno riccamente decorato; una volta entrati, date un’occhiata al magnifico scalone, al cortile ed al giardino, poi dedicate la vostra attenzione alle interessanti mostre temporanee che vengono organizzate dalla galleria. Una zona di Bamberga davvero pittoresca è la cosiddetta “Piccola Venezia“, dove si allineano lungo la sponda orientale del fiume caratteristiche casette di pescatori, con facciate variopinte, abbaini, graziosi balconi fioriti e naturalmente approdi per le barche. Queste abitazioni poggiano su pali conficcati nell’acqua come quelle veneziane, ma a differenza di quest’ultime hanno giardinetti e terrazze. Gli amanti di letteratura e musica non possono perdere il museo di E.T.A. Hoffmann, ospitato all’interno della casa sulla  Schillerplatz dove lo scrittore e musicista romantico visse dal 1808 al 1813. I palazzi dei principi-vescovi Nei pressi del duomo si trova la Neue Residenz, un palazzo episcopale costruito nel Seicento che vi lascerà a bocca aperta per la meraviglia. Non si trattavano per niente male i principi-vescovi di Bamberga che hanno vissuto nella 40 sale di questo elegantissimo palazzo! Altrettanto bello è l’esterno del palazzo, e in particolare il Giardino delle Rose, con più di 4000 rose appartenenti a 48 specie diverse: merita una visita anche quando le rose non sono in fiore perché da qui si gode di una bella vista sulla collina Michelsberg. Un altro palazzo costruito dai principi-vescovi nei pressi del duomo, l’Alte Hofhaltung (Antico Tribunale), è oggi sede del più importante museo d’arte e storia di Bamberga.

Bamberga – capitale della birra!

Non si può certo dimenticare che Bamberga è considerata poi la vera capitale della birra per la sua tradizione oramai millenaria, anche se ora sono rimaste “solo” 11 delle 76 Brauereien (birrifici) esistenti un tempo, come testimonia fra l’altro il Fränkisches Brauereimuseum (Museo Francone della birra), situato nel birrificio del convento sul Michaelsberg. Altri musei in tema in Oberfranken sono poi il Bayerisches Brauereimuseum a Kulmbach, il Maisels Brauerei- & Büttnerei-Museum, poi il Bürgerbräu Brauereimuseum a Hof, il Bruckmayers Wirtshaus “Zum Urbräu” a Pottenstein ed infine il Brauer- und Büttnermuseum di Weißenbrunn: si nota chiaramente non solo la tradizione e la preparazione riguardo la birra, ma anche l’amore e l’orgoglio per questa bevanda.
Sempre più conosciuta anche al di fuori di Bamberga e della Franconia è la specialità tipica della Rauchbier, la birra affumicata, specie la Schlenkerla della Heller, il cui caratteristico sapore affumicato è prodotto dal malto fatto affumicare nel legno di betulla. La birra scorre a ettolitri ovviamente in particolare durante la Sandkerwa (Sandkirchweih), la festa popolare che ha luogo l’ultimo fine settimana di agosto. L’Azienda del Turismo della città organizza anche un Bierschmecker-Tour, un giro di degustazione di birra a scelta a destra o a sinistra della Regnitz.

Area di sosta camper a Heinrichsdamm

Heinrichsdamm 33
96047 Bamberg

Area di sosta camper a Bambados

Pödeldorfer Str. 176
96050 Bamberg

WEIMAR (km 185)

Weimar, graziosa città che sorprenderà gli amanti della letteratura, già in passato è stata un grande centro politico, artistico, culturale e letterario.

Epicentro storico dell’Illuminismo tedesco, la città di Weimar è una tappa fondamentale per chiunque abbia una passione per la storia e la cultura di questo paese. Infatti, grandi intellettuali e artisti hanno vissuto e lavorato qui: da Goethe a Schiller, da Bach a Cranach, passando per Liszt, Nietzsche, Gropius, Herder, Feininger, Kandinsky … la città è un susseguirsi di rimandi e riferimenti a questi noti personaggi. Weimar è anche il posto dove, dopo la prima guerra mondiale, venne redatta la costituzione del Reich tedesco, noto dagli storici come la Repubblica di Weimar, benché ci siano pochi ricordi di questo momento storico. Nelle vicinanze, le rovine fantasma del campo di concentramento di Buchenwald, forniscono poi evidenti testimonianze del successivo regime nazista.

Nel 1999 la città è stata Capitale Europea della Cultura. Ma già nel passato fu un importante centro politico, culturale e letterario: a testimonianza di ciò, in città ci sono davvero numerose cose da vedere, che entusiasmeranno gli amanti della cultura e della storia.

La casa di Goethe e il Museo Nazionale La Casa di Goethe, o Goethes Wohnhaus è un edificio barocco costruito nel 1709, che fu l’abitazione dell’intellettuale dal 1782 fino alla sua morte nel 1832. Arredata come era al tempo di Goethe, questa casa ben conservata contiene le sue collezioni di arte e di scienza, insieme alla sua sala di scrittura e alla biblioteca contenente circa 5.400 volumi.

Il piano superiore ospita il Museo Nazionale Goethe, in cui sono esposti una vasta gamma di materiali sulla sua vita e sul suo lavoro. Interessante è anche il pittoresco cottage al parco Ilm, che lo scrittore usava come rifugio.

Il Museo del Bauhaus è una risorsa eccellente per venire a conoscenza di uno degli stili di design più importanti al mondo. I punti salienti del museo includono opere del fondatore del movimento, Walter Gropius, nonché dei suoi contemporanei e dei suoi studenti, oltre a mostre che tracciano il lavoro della scuola di Weimar, insieme a esempi e prototipi. Weimar vanta numerosi esempi di stile architettonico Bauhaus, tra cui l’Edificio principale e l’ex Scuola di Arti e Mestieri presso l’Università Bauhaus e la Haus am Horn, una casa sperimentale costruita nel 1923.

La casa di Schiller Weimar fu la dimora di Friedrich Schiller, famoso per la sua poesia e per la sua amicizia con Goethe. Adesso un museo, questa fu la casa di Schiller dal 1802 fino alla sua morte avvenuta nel 1805. Oltre alle sue camere riccamente arredate in stile, questa casa-museo vanta una grande collezione di materiali relativi alla sua vita e al suo lavoro; manufatti, documenti e manoscritti dei suoi ultimi scritti, tra cui il Guglielmo Tell e La sposa di Messina.

Wittumspalais Tradotto letteralmente “il palazzo della vedova”, il Wittumspalais fu costruito nel 1767 e fu la residenza della duchessa Anna Amalia. Ai tempi di Goethe questo palazzo era l’epicentro dell’attività sociale e letteraria della città. Adesso trasformato in museo, questa elegante struttura a due ali ha un arredamento raffinato, mobili d’epoca e ritratti della nobile famiglia, nonché ritratti di Goethe e Schiller. Di grande interesse e bellezza è la sala della tavola rotonda dove gli ospiti, come Goethe, un tempo venivano intrattenuti per sontuosi banchetti.

La Biblioteca della Duchessa Anna Amalia Ospitata nel Palazzo del Verde, o Grünes Schloss in tedesco, nota anche come Biblioteca Storica, ospita una delle più importanti collezioni della letteratura classica in Germania. E’ un enorme edificio rinascimentale costruito nel 1563, e designato come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

La raccolta comprende libri medievali, alcuni dei primi libri stampati in Europa, mappe, globi, opere d’arte e manufatti, oltre alla biblioteca privata del filosofo Friedrich Nietzsche. L’edificio è un’opera d’arte, in particolare la splendida Sala Rococò. Cosa fare a Weimar Una passeggiata nel centro storico o nel parco di Goethe, paradiso degli studenti, è l’ideale per subire il fascino e l’atmosfera di questa città.

Ma ci sono diverse altre cose da fare a Weimar: ecco le migliori. Scoprire il Parco An Der Ilm Come suggerisce il nome, l’affascinante Parco an der Ilm si trova lungo il fiume Ilm. Creato tra il 1778 e il 1828, fu fortemente influenzato da Goethe. I suoi prati verdeggianti vi accoglieranno a braccia aperte. Il parco ospita varie specie di alberi locali ed esotici. Con aceri, castagni e carpini, ha una bellezza tutta sua ed è quasi come un’oasi. Il parco è stato conservato con cura da Goethe e da allora non è cambiato molto. Con i suoi 48 ettari, il Parco è la scelta ideale per un pomeriggio di relax.
Le specialità gastronomiche di Weimar
Weimar, una città storica e culturale nella Turingia tedesca, offre molte specialità gastronomiche tradizionali, tra cui: 1.
Thüringer Rostbratwurst: un tipo di salsiccia tradizionale della Turingia, fatta di carne di maiale e spezie, che viene cotta sulla griglia. È spesso servita con patatine fritte e senape.
2.
Kloß: una specie di gnocco o polpettone di patate, spesso servito come contorno per accompagnare i piatti principali. È morbido e cremoso all’interno e ha una crosta esterna leggermente croccante.
3.
Zwiebelkuchen: una torta salata a base di cipolle e pancetta, che viene cotta lentamente nel forno fino a quando non diventa dorata e croccante.
4.
Eintopf: un piatto unico a base di verdure, carne e patate, cotto lentamente in una pentola. È una specialità che offre un’ampia varietà di sapori e consistenze.
5.
Schwarzbier: una birra scura, tipica della Turingia, dal sapore tostato e leggermente amaro.
6.
Rieslingsuppe: una zuppa cremosa a base di vino bianco Riesling, servita con crostini di pane e spezie.
7.
Apfelstrudel: un dolce a base di pasta sfoglia ripieno di mele, noci e spezie. Solitamente viene servito con panna montata.

Area sosta camper presso Parking Hermann-Brill-Platz/Stadion, Hermann-Brill-Platz, 99423 Weimar parcheggio asfaltato, su terreno pianeggiante a 15 minuti a piedi dal centro storico della splendida città vecchia e dal Museo Bauhaus.
Attenzione, solo 8 collegamenti per la corrente elettrica (meglio arrivare presto!) erogati, come l’acqua, da macchinette che funzionano solo con moneta spicciola.

BUCHENWALD (KM 12,5)

Buchenwald, nei pressi della foresta dell’Ettersberg a circa 8 chilometri da Weimar, è un campo di concentramento nazista costruito nel 1937 dove furono deportate oltre 238 mila persone, 60 mila di loro persero la vita e tra queste c’erano molti detenuti politici accusati di congiura contro Hitler. L’orrore del nazismo si manifesta nei forni crematori, nelle camere delle torture e nei laboratori per gli esperimenti medici: visitare questi luoghi non è facile, ma la forza di reagire, come quella avuta dai detenuti che liberarono questo campo prima dell’arrivo alleato, serve a non dimenticare. Sentimenti contrastanti si hanno visitando il campo di concentramento di Buchenwald, esempio vivente della follia nazista della prima metà del Novecento.

Cosa visitare

La strada del sangue

È la strada d’ingresso che i deportati percorrevano sotto il controllo e la violenza delle SS tedesche. La torretta di legno Sul cancello dell’edificio d’ingresso una cinica iscrizione recita: “Jedem das Seine”, “A ciascuno il suo”.

Campo di pietre nere.

Le 50 baracche fatte costruire dai detenuti e distrutte dopo la liberazione, sono state simbolicamente sostituite da innumerevoli pietre nere.

Il forno crematorio Prima dell’entrata c’è una sedicente infermeria. I deportati, con l’inganno di essere medicati, venivano visitati ma dal regolo che misura l’altezza uno sparo alla nuca li uccideva. Dall’infermeria il corpo veniva trasportato all’interno del forno.

Il laboratorio per gli esperimenti medici

Nel laboratorio si possono ancora vedere gli strumenti usati per la mutilazione dei detenuti e per gli esperimenti medici. Il palo e la carretta I prigionieri venivano legati al palo per molti giorni, anche fino al decesso. La carretta, piena di sassi estratti dalla cava, era tirata dai detenuti costretti a cantare. I musei All’interno del campo sono presenti un museo sulla storia dei campi di sterminio e sulla resistenza dei prigionieri di Buchenwald, guidati dal comunista Ernst Thalmann, e un museo che espone le opere di artisti antinazisti. Il memoriale e le fosse comuni Il monumento, eretto negli anni ’50, si trova a 2 chilometri dal campo. Vicino si trovano anche le fosse comuni.

LIPSIA (KM 130)

Lipsia è la più grande città nello stato federale tedesco della Sassonia, con la sua popolazione di circa 560.000 abitanti. È il centro industriale della regione e un importante centro culturale, a circa 200 km a sud di Berlino. Lipsia, seconda città dell’ex Germania Est, è la culla della letteratura tedesca. Goethe, Bach, Wagner, Lenin e Rosa Luxemburg hanno vissuto qui. Nella parte più orientale della Germania, in quella che una volta era la Repubblica Democratica Tedesca, si trova la città di Lipsia, Leipzig in tedesco, la più grande della Sassonia. Un nome che deriva dalla parola slava Lipsk, che significa “insediamento dei tigli”. Lipsia viene citata per la prima volta in un documento nel 1015 e diventa un centro piuttosto importante in epoca medievale. Fu sede della Battaglia delle Nazioni nel 1813, ma soprattutto fu proprio da Lipsia che partì la caduta del muro di Berlino. Dopo la riunificazione, in molti abbandonarono la “grigia” Lipsia, ma negli ultimi tempi la città sta vivendo un nuovo splendore, riprendendosi un ruolo importante sia a livello economico che politico: dall’unificazione a oggi la città è in continua evoluzione, con il centro storico e i suoi palazzi che sono stati restaurati, attività commerciali sono sorte per la strade animate tutti i giorni da artisti di strada e le fiere del libro e della moda hanno portato un’atmosfera giovanile e accogliente. Oltre alla grandissima cultura che attraversa ogni angolo della città, Lipsia si fa apprezzare per il suo dinamismo e per l’essere così piena di giovani, grazie anche alla presenza di un’importantissima Università. Lipsia si sta davvero imponendo come nuova meta turistica, ed è considerata attualmente come una dei luoghi principali da visitare sul piano artistico e culturale. Oggi la città conta 530.000 abitanti, ed è suddivisa in dieci distretti a loro volta organizzati in 63 quartieri distinti. Alcuni autorevoli quotidiani, come il New York Times e lo Spiegel, hanno definito Lipsia “come Berlino, ma meglio”. Sì, perchè la città tedesca sta vivendo un periodo di rinascita che la fa somigliare sempre più alla tanto amata Londra degli anni ’60 del secolo scorso.

Cosa vedere a Lipsia:

Monumento alla Battaglia delle Nazioni

Il monumento alla Battaglia delle Nazioni Napoleone subì una pesante sconfitta a Lipsia nel 1813: l’evento è ancora oggi ricordato con un imponente monumento eretto cento anni dopo e meta prediletta dai tanti turisti. La battaglia è considerata la maggiore mai combattuta precedentemente alla Prima Guerra Mondiale. Costruito in granito e arenaria e situato su una collina, il monumento rispecchia in pieno lo stile guglielmino: una volta raggiunto, ci si accorge della splendida vista panoramica che offre il posto. Il monumento è composto da due parti: la prima è una cripta con otto statue che rappresentano i guerrieri caduti, la seconda presenta invece quattro statue che stanno a simboleggiare le qualità tedesche: coraggio, fede, sacrificio e fertilità. È possibile salire sul monumento dove vi è una piattaforma panoramica, all’altezza di 90 metri, scalando ben 500 scalini stretti e ripidi. Se non si è troppo stanchi, la vista panoramica che si gode dal monumento ricompensa la fatica compiuta passo dopo passo.

Gewandhaus

Siamo di fronte ad una delle sale concerti più belle del mondo. Quando farete l’ingresso in questo ambiente, resterete praticamente senza fiato: ciò che colpisce maggiormente è l’eccezionale acustica, ritenuta tra le migliori di tutto il pianeta. Le origini della Gewandhaus di Lipsia risalgono al 1781: la struttura è stata distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ma è stata ripristinata negli anni ’80 e ora si mostra in tutto il suo splendore. Nel 2018, inoltre, la Gewandhaus Orchestra celebrerà 275 anni dalla sua Fondazione e pertanto ci saranno tantissimi eventi di enorme spessore.

Chiesa di San Nicola

La Chiesa di San Nicola è senza dubbio la Chiesa più famosa di Lipsia, sia per la sua inestimabile bellezza ma soprattutto perchè ha rappresentato lo spirito combattivo del popolo di Lipsia. La sera del 9 ottobre 1989 erano in 70.000 a marciare con delle fiaccole luminose proprio nei pressi di questa splendida chiesa per sfidare il regime comunista: un gesto che sostanzialmente diede il primo “colpo” al Muro, che cadde poco dopo portando alla riunificazione della Germania. Il suo stile neoclassico vi farà innamorare, e gli interni vi daranno un senso di pace e serenità.

Vecchio Municipio

Costruito nel 1556 dall’architetto Hieronymus Lotter su basamenti di due case patrizie in stile rinascimentale, rimane uno dei più grandi della Germania. Situato sulla bella piazza principale della città, è un ottimo punto di orientamento. Affascinante l’enorme Sala per banchetti con interno rinascimentale, e vi sono molte opere d’arte sacra medievale (altari, dipinti, sculture in legno intagliato, ecc.) che in maggior parte sono stati salvati dalle chiese della città che sono state via via distrutte durante i secoli. Con un po’ di fortuna vi sarà permesso di visitare la cantina del palazzo, dove potete trovare la camera della tortura e il carcere. Nel museo di storia della città, presente nel palazzo del Municipio, vi è esposto l’unico dipinto originale che si può attribuire ufficialmente a Bach, in tutto il corso della sua vita.

Augustusplatz

La Augustus Platz è uno dei luoghi più belli di tutta la Germania. La piazza civica è circondata da bellissimi monumenti, e prese il suo nome attuale nel 1839 in onore Federico Augusto, il primo re di Sassonia.

Chiesa di San Tommaso

La Chiesa di San Tommaso – Thomaskirche – fu costruita nel 1212 e più volte rimaneggiata nei secoli successivi. Martin Lutero predicò qua nel 1539 e la Chiesa è famosa in quanto fu qui che Bach lavorò come cantore dal 1723 fino alla sua morte nel 1750. I suoi resti sono sepolti sotto un epitaffio in bronzo vicino all’altare. Anche Mozart, Schumann, Mendelssohn e Liszt hanno avuto l’occasione di suonare in questa bella abbazia. Il Coro di San Tommaso è un coro famoso ancora oggi. Spesso non è presente nella Chiesa, ma se si ha la possibilità di assistervi, è una occasione da non perdere. Di fronte alla chiesa vi è il Bosehaus, sede dell’Istituto di Ricerca Bach e l’Archivio memoriale di Bach.

Deutsche Nationalbibliothek

Aperta dal lunedi al sabato, la Biblioteca nazionale della Germania raccoglie opere pubblicate in Germania o in lingua tedesca. Si compone di tre edifici di diverse epoche: l’edificio principale originale aperto nel 1916; una torre di deposito senza finestre risalente alla fine degli anni ’70 e un’ala che riprende una simpatica forma a libro, aperta nel maggio 2011. Il centro dell’edificio principale è una grande sala di lettura che merita una visita anche solo per la sua atmosfera.

Reichsgericht

Situato di fronte al Nuovo Municipio, questo edificio ricorda l’aspetto originale del Reichstag a Berlino. È stato costruito tra il 1888 e il 1895 per la Corte dell’Impero tedesco (Reichsgericht), la più alta corte del Reich. Durante gli anni della DDR l’edificio fu utilizzato per varie funzioni e ha ospitato il Museum der Bildenden Künste. Dopo i lavori di ristrutturazione, il Tribunale amministrativo federale (Bundesverwaltungsgericht) si è trasferito nell’edificio Reichsgericht nel 2002. È possibile visitare la sala d’ingresso, la grande aula e il Reichsgerichtsmuseum che mette in mostra la storia del palazzo.

Panorama Tower

La Panorama Tower si trova proprio di fronte alla Augustuplatz, subito dopo il campus dell’Università. E’ un grattacielo di vetro alto 142 metri, costurito a cavallo tra gli anni 60 e 70, che prende il nome di “City Hochaus”: ha una forma talmente particolare che viene soprannominata da molti il “dente del giudizio”. Se salite fino al 29° piano, avrete la possibilità di fermarvi a pranzo o a cena al ristorante della torre, che si trova a 110 metri d’altezza: da qui potrete godervi quella che è senza dubbio la vista migliore di tutta la città. Spinnerei

E’ il vero cuore pulsante di Lipsia. Quello che 125 anni fa era sorto come il cotonificio più grande del mondo è oggi una meravigliosa cittadella d’arte e cultura. Uno spazio gigantesco, che ha avuto la sua funzione d’industria fino al 1992: fortunatamente, gli edifici in mattoncini rossi sono stati riconvertiti nella Spinnerei, dove trovano posto artisti, pittori, registi, designer e molti altri ancora. In tutto 30.000 metri quadrati, dove potrete fare un giro anche tra caffè e negozi.

Dove mangiare a Lipsia

Il centro della città è popolato da catene di ristoranti, per cui per mangiare qualcosa di tipico e buono, occorre uscire dal centro. Plagwitz è sicuramente un quartiere dove potrete trovare cucina buona e a prezzi economici, oltre che a gente giovane che popola la zona.

Se invece si vuol prendere una birra assieme agli abitanti del posto basta spostarsi verso un bar sul Barfussgasschen, a destra di Marktplatz: nelle vicinanze vi è infatti la storica birreria Auerbachs Keller.

Area Sosta Leipzig

Parcheggio con fondo pianeggiante su ghiaia, in centro

 Lipsia – 0.9km
Querstrasse 14

Wohnmobilstellplatz Leipzig

A circa 2,5 km dal centro, area camper priva di barriere …

 Lipsia – 2.1km
Haferkornstrasse, 3

Berlino (km 186)

E’ stata crocevia della storia degli ultimi 60 anni. Il muro che ha diviso la città dal dopoguerra al 1989 ha per troppo tempo oscurato gli inestimabili tesori della storia dell’Umanità concentrati a Berlino, quasi tutti custoditi nell’Isola dei Musei al centro del fiume Sprea. Ma Berlino è anche la patria della musica elettronica, della moda e dei designer, che si muovono in un contesto urbano in cui la nuova architettura d’avanguardia convive ancora con rovine gotiche e postbelliche. Una città in cui distruzione, divisione, riconciliazione, memoria e riscatto si rincorrono in un panorama eccentrico e cosmopolita. Sotto la coltre austera e irrigidita da un passato oscuro e impossibile da dimenticare, Berlino è la città che non ci si aspetta. 

Cosa vedere a Berlino.

Il Reichstag

Questo palazzone di fine 1800, con sul frontone la scritta “Al popolo tedesco“, svolge dal 1894 il ruolo di sede del Parlamento tedesco. Per la sua lunga storia e per il ruolo svolto nella storia europea degli ultimi due secoli, il Reichstag è una delle cose da vedere assolutamente a Berlino. In realtà, il Kaiser Gugliemo II non accettò mai la costruzione di quel luogo deputato alla democrazia, che infatti amava definire “Apoteosi del cattivo gusto” o anche “Casa delle scimmie“. Oggi, richiama molti visitatori soprattutto per la cupola panoramica, uno dei posti migliori da cui ammirare Berlino. Soprattutto di notte, la vista panoramica ricompensa la lunga attesa per entrare. Sfondo di una delle fotografie più famose al mondo, che segna la caduta del Nazismo e immortala un soldato sovietico mentre issa la bandiera con falce e martello sulla sua sommità, il Reichstag è ancora la sede del parlamento tedesco e come la maggior parte dei  monumenti berlinesi, porta tutti i segni della Seconda Guerra mondiale e ha una storia tutta sua da raccontare. Nato come edificio per ospitare le camere del Parlamento Tedesco, fu proprio da una delle finestre del Reichstag che nel 1918 venne proclamata la nascita della Repubblica Tedesca, segnando il tramonto della monarchia e della dinastia degli imperatori di Germania. Nel febbraio del 1933, un terribile incendio appiccato dai nazisti distrusse quasi completamente il palazzo e durante la seconda guerra mondiale fu utilizzato come clinica per le nuove nascite. Per i 12 anni di Nazismo, il Parlamento svolse nessun ruolo e quasi mai si riunì. Con la caduta di Hitler e l’assedio dell’Armata Rossa a Berlino, il Reichstag divenne un simbolo da riconquistare ad ogni costo. Pur di issare la bandiera con falce e martello sopra il palazzo, i russi sacrificarono più di 1300 uomini in una lunga e sanguinosa battaglia contro gli ultimi soldati nazisti. Di quel momento storico resta la famosa foto del fotografo ucraino Evgenij Chaldej che ritrae un soldato russo mentre issa la bandiera sopra il tetto del Reichstag. Un anno dopo la caduta del Muro, fu proprio al suo interno che il 2 ottobre 1990 si celebrò la cerimonia ufficiale della Germania riunificata. Solo nel 1999, ben 66 anni dopo il grande incendio, è ritornato ufficialmente il simbolo della democrazia tedesca ospitando nuovamente le camere del Parlamento. La splendida cupola in vetro e acciaio che vediamo oggi è stata progettata dal rinomato architetto inglese Sir Norman Foster, come simbolo di apertura dopo il periodo buio della divisione e attraverso le sue vetrate si vede tutta Berlino e la zona interna del Parlamento.

Orari di apertura:

La cupola del Reichstag è aperta tutti i giorni dalle ore 8 alle 24.
Ultimo ingresso alle ore 22 .
Chiusura: 24 e 31 dicembre, 15-19 luglio, 16-20 settembre e 7-11 ottobre. Costo del biglietto: gratis ma è obbligatorio prenotare via fax (+49 (0)30 227 36436) o online. Come arrivare: Bus: linea 100 – fermata Reichstag/Bundestag


Il Muro di Berlino.

Mr Gorbaciov, tare down this wall!” (abbatta questo muro) esclamò il presidente americano Ronald Regan, durante un suo famoso discorso tenuto a Berlino nel 1987. Solo due anni dopo, la notte del 9 novembre 1989, il Muro di Berlino venne abbattuto e con esso tutte le barriere ideologiche e politiche che per 28 anni hanno materialmente e crudelmente spaccato in due Berlino e la Germania. Nell’agosto del 1961 il volto della città cambiò completamente: 170 km di cemento alto 10 m segnavano la divisione del mondo in due sfere, quella americana e quella sovietica. Valicare il confine era impossibile, si contano almeno 136 persone morte nel tentativo di fuggire a Berlino Ovest, altri usarono i mezzi più disparati e impensabile nel disperato tentativo di oltrepassare il muro: mongolfiere, aerei superleggeri e documenti falsi con l’intestazione delle Nazioni Unite sono solo alcuni esempi. Il 9 novembre 1989 le parole del presidente Reagan trovarono concretezza quando, in seguito alla caduta del Comunismo, gli esponenti del governo della DDR annunciarono che i berlinesi dell’est avrebbero potuto attraversare il confine e il muro cadde sotto i colpi dei martelli e dei picconi dei berlinesi. Solo 1 km di cemento è rimasto intatto e nel 1990 artisti venuti da tutto il mondo hanno celebrato la riunificazione della Germania a colpi di bombolette spray, dipingendo i resti del muro con coloratissimi murales, alcuni dei quali sono diventati opere famose in tutto il mondo come “The mortal kiss” che immortala il bacio sulla bocca tra Honecker e Breznev, e il “Test the best” che raffigura l’auto “ufficiale” della Germania Est che sfonda il muro.

Come arrivare: Bus: 248, 165, 265, N65
U-Bahn: linee 3, 5, 7, 9, 75 fermata Warschauer Straße; oppure la stazione ferroviaria di Ostbahnhof.

Checkpoint Charlie

Teatro di uno dei momenti più caldi della Guerra Fredda, il Checkpoint Charlie era uno dei luoghi di passaggio tra la Berlino Est e la Berlino ovest, blindato e controllato dai militari americani, costruito nel tratto di muro dove confluiscono due delle arterie principali della città: tra la  Friedrichstraße e la  Zimmerstraße.

Fu qui che il 25 ottobre del 1961 i carri armati sovietici e americani si schierarono gli uni di fronte all’altro, in un’azione di forza terminata a favore delle truppe americane che si assicurarono il diritto di muoversi liberamente per Berlino.

Con la città spaccata in due, era necessario assicurare che nessun abitante della DDR cercasse di andare nella zona Ovest, per questo vennero installati diversi punti di controllo che prendono il nome dall’alfabeto fonetico della Nato: il Checkpoint Alfa separava la Germania Est dalla Germania Ovest; il Checkpoint Bravo separava la Germania Est dalla parte ovest di Berlino e il Checkpoint Charlie, il terzo nell’ordine, aveva l’arduo compito di vigilare il confine tra americani e sovietici.

Con il muro è stato smantellato anche il Checkpoint Charlie e quello che vediamo oggi è una riproduzione realizzata nel 2000, con le suggestive gigantografie di due soldati: uno americano con lo sguardo rivolto verso Berlino Est e uno sovietico che guarda verso la zona Ovest, e il celebre cartello che annunciava “You’re leaving the american sector – state per lasciare il settore americano”.

I più appassionati possono visitare anche il museo “La casa del Checkpoint Charlie”, in cui è allestita un’esposizione permanente sulla storia del Muro e sono esposti gli oggetti più strambi usati per i più mirabolanti tentativi di fuga degli abitanti della Berlino Est.

Come arrivare: Friedrichstrasse S-Bahn: S1, S2, S25, S3, S5 e S7 fermata Friedrichstrasse.

La Porta di Brandeburgo

Con la Porta di Brandeburgo si completa il trio dei simboli-icona della Guerra Fredda, sfondo di una delle immagini che ha fatto il giro del mondo e baluardo della Berlino divisa.

Quando la notte del 9 novembre 1989 il muro venne abbattuto, migliaia di persone si radunarono proprio di fronte la porta, che dal 1969 era rimasta chiusa in quella “terra di nessuno” tra i due settori della città.

Ma la storia della Porta di Brandeburgo parte da molto lontano, quando nel 1788 Guglielmo II, grande appassionato di arte e mitologia greca, commissionò la costruzione di una delle 18 porte di accesso alla Città di Berlino sulla falsariga della porta d’ingresso all’Acropoli di Atene.

Sulla sommità di questo maestoso arco sorretto da 12 colonne alte 26 metri, svetta una Quadriga che raffigura la Dea della Vittoria a bordo di un carro trainato da 4 cavalli.

Come ogni monumento di Berlino, anche la scultura che sovrasta la Porta di Brandeburgo ha una sua storia travagliata da raccontare: nel 1806 fu il bottino di guerra di Napoleone quando conquistò la città, fu presa e portata a Parigi per poi ritornare a Berlino nel 1814, e durante la seconda guerra mondiale fu distrutta dai bombardamenti.

La Quadriga che vediamo oggi è stata rifusa nel 1953 e riposta su uno dei monumenti più significativi della storia del XX secolo.

Come arrivare: Pariser Platz. S-Bahn: linee 1, 2, 25 fermata Brandenburger Tor.

L’Isola dei Musei

Dalla Porta di Brandeburgo si snoda la Unter den Linden, letteralmente il viale “sotto i tigli”, il boulevard più famoso di Berlino che si estende per oltre 1 km fino all’Isola dei Musei, dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco sia per la singolarità architettonica e sia per l’inestimabile patrimonio custodito nei suoi musei. Avreste mai detto di trovare un’isola proprio al centro del fiume che attraversa la città? E non un’isola qualunque, ma l’unica al mondo che può vantarsi di ospitare 5 musei di fila, ognuno con i suoi tesori che ripercorrono le tappe della storia dell’umanità.

L’Altes Museum (Museo Vecchio) è stato il primo dei cinque musei ad essere costruito sull’Isola dei Musei. Realizzato tra il 1823 e il 1830 su progetto di Karl Friedrich Schinkel, l’Altes Museum è prima di tutto uno dei più importanti esempi dell’architettura classicista di Berlino. Ospita una ricca collezione di opere ed oggetti antichi di etruschi, romani e greci che la recente ristrutturazione, durata molti anni, permette di ammirare in tutto il loro splendore. Ecco quindi alcuni consigli sulle opere da non perdere durante una visita all’Altes Museum. Altri reperti dell’antichità classica e le favolose opere egizie sono ospitate dal Neues Museum, il “Museo Nuovo”, sorto subito dopo l’Altes. Tra i suoi tesori può vantare il busto in pietra di Nefertiti, risalente al 1340 a.C., la Collezione dei Papiri e diverse opere della Preistoria europea. Nella Alte Nationalgalerie, invece, trova spazio la più importante raccolta di pittura e scultura tedesca del XIX secolo e una collezione di opere dell’Impressionismo francese e tedesco.

Il Bode Museum, dal nome dell’architetto che lo progettò, è stato costruito nel 1904 e vanta una splendida collezione di monete con circa 500.000 pezzi, oltre alle testimonianze di arte bizantina e sculture del Mondo Classico.

Completa la rosa dei musei il Pergamon Museum, punta di diamante dell’isola, che prende il nome dall’opera più importante in esso custodita: l’altare di Pergamo, risalente al II secolo a.C., cui seguono altre meraviglie architettoniche come la maestosa Porta del mercato di Mileto, costruita nel 120 a.C., e la Porta di Babilonia, costruita per volere del sovrano Nabucosondor e consacrata alla dea Ishtar, impreziosita da meravigliosi mosaici.

I musei sono aperti tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00. Chiusi il lunedì.

Il Duomo di Berlino

A due passi dall’Isola dei Musei, si staglia imponente il sontuoso Duomo di Berlino, il cui aspetto attuale risale al 1904, dopo che nel 1894 l’imperatore Gugliemo II ordinò che fosse demolita la precedente della cattedrale, troppo semplice e classica, per far posto a un duomo che rispecchiasse adeguatamente la grandezza della religione luterana e la potenza della dinastia reale.

Nel suo stile barocco con forti influenze del Rinascimento italiano, il Berliner Dom è lungo 114 metri, largo 73 e alto 116, sovrastato da una maestosa cupola in rame, il cui interno è decorato con dipinti che raffigurano eventi del Nuovo Testamento e del periodo della Riforma. Salendo 270 gradini, inoltre, si giunge alla sua sommità dalla quale si gode un incantevole panorama su Berlino. Neanche il Duomo è sfuggito alla furia del bombardamenti della II guerra mondiale che ne danneggiarono gravemente il tetto, al punto che inizialmente ne fu sistemato uno provvisorio per preservare quel che restava dell’edificio e i lavori ricostruzioni iniziarono solo nel 1975. La cattedrale venne riaperta nel 1993, dopo ben 18 anni, e per fortuna ancora oggi è possibile ammirare al suo interno l’altare maggiore, risalente al 1850; la Cripta degli Hohenzollern e il maestoso Organo Sauer di 7000 canne.

Orari di apertura: da lunedì a sabato dalle 09:00 alle 20:00; domenica e festivi dalle 12:00 alle 20:00; da ottobre a marzo chiuse alle 19:00.

Costo del biglietto: 9 €

Come arrivare: Am Lustgarten

Metro S-Bahn: 5, 7 e 75 fermata Alexander Platz



Il Memoriale dell’Olocausto

Crocevia della storia del XX secolo, Berlino non poteva non dedicare un monumento a uno dei momenti più bui del nostro passato: in un’area distante appena 1 km dalla Porta di Brandeburgo, 2711 blocchi di cemento di altezza variabile compongono il Memoriale dell’Olocausto, un atto di commemorazione per i 6 milioni di ebrei sterminati durante il nazismo.

Per la costruzione del monumento venne indetta una gara internazionale per la quale sono stati vagliati oltre 500 progetti, scegliendo infine quello dell’architetto statunitense Peter Eisenman. Inaugurato nel 2005, la sua idea era quella di disporre lastre di altezza variabile, da 20 cm fino a quasi 5 m, concentrando quelle più alte verso il centro, per dare un aspetto non lineare e labirintico al monumento, al punto che camminando tra le grigie e squadrate stele di cemento, il memoriale diventa sempre più stretto e irritante, in modo che il visitatore possa avvertire il contrasto tra il prima e il dopo il suo ingresso. Per chi volesse completare quest’esperienza suggestiva, che lascia non pochi spunti di riflessione, consigliamo di visitare il Punto Informazioni che si trova sottoterra, nell’angolo a sud-est del monumento. Una mostra permanente ripercorre le storie di diverse famiglie ebree e nella “Stanza dei nomi” troverete brevi biografie di tutte le vittime con i loro nomi e anno di nascita.

Orari di apertura: 

Campo di stele: sempre.

Centro Informazioni: da aprile a settembre: martedì-domenica dalle 10:00 alle 20:00; da ottobre a marzo: martedì-domenica dalle 10:00 alle 19:00; mai:  dal 24 al 26 dicembre; il 31 dicembre aperto fino alle 16:00.

Costo del biglietto: gratis.

Come arrivare: Cora-Berliner-Straße

Metro S-Bahn: fino a Brandenburger Tor o Potsdamer Platz.
Metro U-Bahn: fino a Potsdamer Platz o Mohrenstraße.

Memoriale di Hohenschönhausen (Prigione della Stasi)

Nel cuore del quartiere di Lichtenberg, a Est di Berlino, si trova il Memoriale di Berlino-Hohenschönhausen, l’antica prigione della Stasi.

Dietro i muri silenziosi della prigione della Stasi di Hohenschönhausen si celano storie di paura, resistenza e repressione. Questa prigione, situata nel cuore di Berlino Est, è stata per decenni uno dei principali strumenti di controllo e oppressione della Stasi, la temuta polizia segreta della Repubblica Democratica Tedesca, in tedesco Deutsche Demokratische Republik (DDR).

Oggi, camminare nei suoi corridoi significa immergersi in un capitolo oscuro della storia europea, dove migliaia di oppositori politici hanno subito interrogatori, torture e isolamento. Ma significa anche ascoltare le testimonianze di chi ha trovato il coraggio di resistere e di raccontare la propria esperienza, trasformando questo luogo in un potente simbolo di memoria e riflessione.


La prigione di Hohenschönhausen si raggiunge oggi facilmente con i mezzi pubblici di Berlino:

  • Tram M5 da Alexanderplatz spostandosi verso Est fino alla fermata Freienwalder Straße oppure tram M6 o 16 fino a Genslerstraße.

  • Autobus linea 256 fino a Große-Leege-Straße / Freienwalder Straße.


Orario di apertura
Mostra “Imprigionati a Hohenschönhausen” dal lunedì alla domenica dalle 9.00 alle 18.00; mostra “In comunità forzata” dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 16.00; visita alla prigione solo nell’ambito di una visita guidata.
Alexander Platz

Disordinata, frenetica, corredata da discutibili opere architettoniche, Alexander Platz è da sempre la piazza più famosa di Berlino. Il suo nome risale al 1805, quando in occasione della visita a Berlino dello zar Alessandro I, la piazza che ospitava il mercato del bestiame e della lana, Ochsenmarkt (mercato dei buoi, appunto), venne ribattezzata Alexander Platz. Di seguito, la piazza è stata teatro dei principali eventi della storia berlinese e snodo cruciale per il traffico della capitale: ben 20 linee di tram e bus si intersecano in questo punto.

L’aspetto che conserva oggi è una chiara testimonianza dell’architettura socialista, tutta circondata da ingombranti palazzoni come “La Casa dell’insegnante”; “La Casa del viaggio”; “La Casa dell’Industria elettronica”.

Ma l’edificio-icona di Alexander Platz è senza dubbio la Torre della televisione, che con i suoi 365 metri di altezza, ogni metro per ogni giorno dell’anno, domina dall’alto la città ed è la struttura più alta dell’Europa Occidentale. Un ascensore che sale alla velocità di 6 metri al secondo, porta i visitatori alla sfera d’acciaio, a quota 203 metri, dalla quale si gode una spettacolare vista su tutta Berlino. Infine, corredano la piazza alti due simboli iconici: l’Urania Weltzeituhr, l’orologio che segna le ore delle principali città del mondo, e la Brunnen der Völkerfreundschaft, la fontana che domina il centro dell’area pedonale della piazza ed è dedicata all’amicizia tra i popoli.Torre della Televisione: da marzo a ottobre dalle 09:00 alle 24:00; da novembre a febbraio dalle 10:00 alle 24:00.

Costo del biglietto per la Torre: 11 €.Come arrivare: Alexander PlatzMetro S-Bahn: linea 5, 7 e 75 fermata Alexander Platz
Metro U-Bahn: linea 5, 8 e 2 fermata Alexander Platz

Potsdamer Platz a Berlino

La Potsdamer Platz che vediamo oggi non ha nulla a che spartire con la piazza che a inizio del 1800 divenne una delle più famose d’Europa. Con la costruzione per la ferrovia per Potsdam (da cui il nome) questa piazza vide sorgere palazzi, caffè, hotel e uffici fino a diventare una delle più trafficate del mondo.

Poco prima della guerra che l’avrebbe distrutta, durante il Nazismo fu una delle piazze più vivaci d’Europa. Con la guerra e poi la divisione di Berlino con il muro, Potsdamer divenne una terra di nessuno e tale rimase fino alla riqualificazione. A quel punto il governo tedesco la divise in 4 aree e la vendette ad altrettanti investitori. Alla rigenerazione contribuirono i più grandi studi di architetti del mondo, tra cui anche Renzo Piano. Oggi è una piazza ultramoderna, con edifici innovativi, centri commerciali, la Daimler – Chrysler,  il futuristico Sony Center, la torre Debis in pietra e vetro, la torre Kollhoff con la piattaforma panoramica e molto altro.




Tiergarten e Colonna della Vittoria a Berlino

Al confine con Potsdamer Platz c’è Tiergarten, il polmone verde di Berlino, un’enorme spazio verde per molti secoli riservato ai sovrani e ai nobili che usavano questa specie di foresta cittadina per la caccia di cinghiali e fagiani. Fu Federico II nel 1740 a trasformare Tiergarten in un parco pubblico.

Il parco, così come lo vediamo oggi, fu trasformato dall’architetto paesaggista Peter Lenné che si ispirò a un romantico giardino inglese con sentieri, laghetti e anche uno zoo. DIurante la Seconda Guerra Mondiale gli alberi del parco furono usati dai berlinesi per riscaldarsi e il terreno per coltivare patate.

Ripristinato dopo la guerra è tornato ad essere la passeggiata preferita dai berlinesi, che amano prendere il caffè in uno dei tanti chalet, in particolare al Café Am Neun See lungo la riva dell’omonimo lago.

Il Tiergarten è attraversato da ovest ad est da una grande strada che va dalla Porta di Brandeburgo e termina in una rotonda, Grosser Stern (Grande Stella). La strada si chiama “del 17 giugno”, in ricordo della rivolta dei lavoratori di Berlino Est del 1953 soffocata dall’Unione Sovietica.

Al centro della rotonda c’è la Colonna della Vittoria (Siegessäule) costruita per celebrare le vittorie militari prussiane del tardo XIX secolo sulla Danimarca, l’Austria e la Prussia. Oggi questa colonna è anche simbolo della comunità gay cittadina in quanto punto d’arrivo della annuale Christopher Street Parade.

Da non perdere una salita sulla Colonna fino piattaforma panoramica con vista sul

parco del Tiergarten e su Berlino.

Unter den Linden a Berlino

Sotto i tigli” (Unter den Linden) è insieme a Friedrichstrasse il viale più famoso di Berlino. Inizia dalla Porta di Brandeburgo e arriva fino all’Isola dei Musei. Lungo il percorso si susseguono ristoranti, chioschi, negozi, il tutto a ridosso delle attrazioni più importanti di Berlino. Il viale fu voluto nel 1647 da Federico Guglielmo di Hohenzollern facendo piantare alberi di noci e tigli per attraversarlo al fresco durante l’estate. Federico II il grande, invece, volle i palazzi che ancora oggi rendono questo viale cosi elegante e tanto amato da berlinesi e turisti. Si possono ammirare la Staatsoper, Opera della corte reale di Prussia; la St. Hedwigs Kathedrale, realizzata sul modello del Pantheon di Roma; l’Alte Bibliothek con la facciata ricurva, ribattezzata dai berlinesi “Kommode” (comò) per la sua somiglianza con una credenza barocca. Dopo la distruzione portata dal Nazismo e dalla Guerra Fredda, Unter den Linden è tornata a splendere è oggi è una delle cose da vedere assolutamente a Berlino.

Il Castello di Charlottenburg

Lo Schloss (castello) di Charlottenburg si trova appena fuori Berlino ed è uno dei pochi edifici della capitale rimasto a testimoniare i fasti di questa grande famiglia tedesca.

Questo splendido edificio barocco prende il nome dalla regina Sofia Carlotta, moglie di Federico III di Prussia, che chiese la costruzione di un castello dove la famiglia reale potesse ritirarsi durante l’estate. Subito dopo la fine della costruzione, nel 1699, la colta e intelligente regina trasformò il castello in un luogo dove si incontravano pittori, musicisti, scrittori e filosofi dell’epoca. Alla morte della regina, Federico III diede il suo nome al castello e cominciò un percorso di allargamento che portò alla costruzione della Orangerie. Il suo successore, Federico Gugliemo II Il Grande, contribuì al fasto di questa residenza con il Belvedere, la Sala da Tè e il parco. Infine, Federico Gugliemo III fu l’artefice della realizzazione del Pavillon e del Mausoleo.

Orari di apertura e prezzi dei biglietti per il Castello di Charlottenburg a Berlino

Indirizzo: Spandauer Damm 10-22
Come arrivareMetro – U-Bahn linea 2, fermata Sophie-Charlotte.
Orari di apertura: da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00
Chiuso: lunedì
Prezzi dei biglietti: 10€ – ridotto: 7

Friedrichstrasse

L’impronunciabile nome in tedesco sta semplicemente a dirci che la strada è intitolata all’imperatore Federico I di Prussia. Da sempre è una delle strade principali della capitale tedesca, luogo di shopping ma anche di cinema e teatri.

Oggi l’atmosfera elegante del secolo scorso si è un po’ persa, anche come conseguenza della Seconda Guerra Mondiale, ma Friedrichstrasse non ha perso il suo fascino. Negozi di lusso e non, grandi catene commerciali, cinema, un viavai senza sosta di auto e persone caratterizzano oggi questo viale lungo più di 3 km. La presenza di alcuni teatri storici di Berlino (Berliner Ensemble, Metropol –Theater) rende Friedrichstrasse la strada dello spettacolo dove andare a cercare soprattutto “cultura” e divertimento.

Cosa mangiare a Berlino

L’immagine retorica di un tedesco ben piazzato che beve birra e mangia wurstel e crauti non è poi tanto distante dalla realtà:

I tedeschi sono amanti della carne, in particolar modo degli insaccati, di cui vi è una grande scelta, e della cucina ricca e sostanziosa. La carne viene accompagnata da crauti o patate (Sauerkraut o Kartoffel) con una netta preferenza per le patate che sono alla base anche dell’insalata (kartofellsalat) gli gnocchi (kartoffelklosse) e la zuppa (kartoffelsuppe), alla brace (Bratkartoffelln).

Il piatto più servito sulle tavole di Berlino è l’ Eisbein, pezzi di maiale bolliti con crauti. Il tutto accompagnato da birra, tanta. Alla birra si associano i pretzel mentre tra i dolci prevale il Krapfen.

Non tutti sanno che a Berlino ci sono alcuni dei più famosi ristoranti del mondo di Alta Cucina, oltre che tantissimi locali di cibo etnico e italiano. Qualunque siano i vostri gusti non perdetevi i wurstel presso i chioschetti sparsi un po’ ovunque in città e i Kebab, specialità turca, preparati in modo magistrale in tutta Berlino. Berlino è una metropoli che ad un primo impatto vi sembrerà un po’ complicata da visitare, c’è tantissimo da imparare e visitare sulla vecchia e sulla nuova. L’Ufficio delle informazioni turistiche più centrale Il “Berlin Tourist Info Point” si trova nella hall del Park Inn by Radisson Berlin nella centralissima Alexanderplatz. Serviranno almeno tre giorni per la visita di Berlino. E serve anche un buon punto di partenza per cominciare ad orientarsi in città, partendo da Alexanderplatz, iniziamo ad esplorare il quartiere Mitte. Primo giorno: da Alexanderplatz fino all’Isola dei Musei e alla Porta di Brandeburgo. Secondo giorno Il Parlamento tedesco, passeggiata a Tiergarten e Charlottenburg. Terzo giorno East Side Gallery, Checkpoint Charlie e Potsdamer Platz, il Muro, il Memoriale della Shoah (Holocaust-Mahnmal). E’ consigliatissimo munirsi di Berlin Welcome Card che oltre all’accesso gratuito al sistema di trasporto per 72 ore, vi consente anche di usufruire fino al 50% di sconto sui biglietti per le attrazioni e i musei compresi quelli di Museumsinsel. La città è servita da un efficientissimo sistema di trasporti pubblici che rende facilissimi gli spostamenti tra i vari punti di interesse. Inoltre esistono due linee di autobus a due piani, il 100 e il 200, che percorrono le strade principali di Berlino facendo pressappoco lo stesso percorso dei ben più costosi bus turistici! Credo di poter dire che la città, molto contraddittoria, mostri anche oltre al passato antico, un altro recente di difficile digestione. All’avanguardia, creativa ed energica: Berlino da città grigia e triste qual era, è oggi il simbolo della rinascita tedesca. Sia dal punto di vista estetico grazie alle sue architetture moderne che ancora di più dal punto di vista culturale. Musei, gallerie e locali sono dovunque. Berlino offre parecchio al visitatore, soprattutto se alla sua prima visita.
Berlino comunque è bellissima: una grande capitale europea, la storia si mescola con l’architettura moderna, anche il cibo è vario e appetitoso. Da provare la zuppa di patate alla berlinese, con pancetta e cipolle (molte cipolle), deliziosa! Si sposa con la birra che qui è veramente ottima. La birra è la bevanda nazionale della Germania, parte integrante della cultura tedesca. A Berlino bevono tutti dovunque e sempre. La più popolare in Germania e a Berlino è la Pils, abbreviazione di Pilsener, leggera e a bassa fermentazione. La birra Lager è chiara dal corpo leggero, secca e un prominente carattere luppolato. Con la zuppa è perfetta!
“Oasi del camper”, Wohnmobil Oase, Hochstrasse 4, 13357 Berlino (+49 1752466247 – Email: camping@wohnmobil-oase-berlin.com). Nel cuore dell’area metropolitana, vicino al centro.

 POSTDAM (km 36,9) 

La “Versailles tedesca” Potsdam, sul fiume Havel, a soli 25 km a sud-ovest del centro di Berlino, è un gioiello segreto dello stato federale di Brandeburgo. Facilmente raggiungibile con la S-Bahn, l’ex sede reale prussiana è una meta raggiunta da molti turisti che si trovano nella capitale tedesca e che sono in cerca di una gita fuori porta. La città è anche l’ideale per una pausa di qualche giorno dalla metropoli: Potsdam attira infatti i visitatori con i suoi splendidi giardini e palazzi, che sono rientrati di diritto nel Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1990.

Oggi la città è un centro industriale e scientifico di rilievo, una rinomata sede universitaria ma soprattutto una meta turistica per i bei monumenti, palazzi e parchi che sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Palazzo di Sanssouci e parco

Il Palazzo di Sanssouci è uno spettacolare edificio in stile rococò. Visitate la sala ovale, la Piccola Galleria, la sala concerti con i suoi grandi murales, la Biblioteca e la sala Voltaire. Vale poi la pena includere nella propria visita le splendide Neue Kammern. Il Parco di Sanssouci è un luogo in cui si intrecciano splendidi giardini, edifici e opere d’arte ed è un piacere girarlo a piedi: non perdetevi la bella Grotta del Nettuno, i busti dei quattro Mori, e la splendida Galleria dell’Orange Roundel con i suoi numerosi dipinti del XVII secolo.

Il nuovo palazzo, o Neues Palais in tedesco, fu costruito tra il 1763 e il 1769. L’interno è decorato sontuosamente, in particolare nella Sala dei Marmi, negli appartamenti di Stato e nel Teatro. Il palazzo contiene mobili preziosi, immagini, porcellane e opere d’arte. Di fronte al Nuovo Palazzo si trovano poi il Tempio Antico e il Tempio dell’Amicizia, costruiti sulla base di schizzi di Federico il Grande.

Il Vecchio Municipio

Nell’Alter Markt di Potsdam, ossia la vecchia piazza del mercato, sorge l’ex municipio, o Altes Rathaus. Oggi noto per essere sede di eventi culturali e attività, questo splendido edificio barocco fu costruito nel 1753. Della struttura originale, l’unico elemento che è rimasto è una figura dorata di Atlante con il mondo sulla schiena. Ampiamente ricostruito dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’edificio è utilizzato per mostre e concerti, e ospita il Museo di Potsdam con le sue belle collezioni legate all’arte, alla cultura e alla storia locali.

Il parco di Neuer Garten e Marmorpalais

L’altro grande parco di Potsdam, il Neuer Garten, si trova sulle sponde del lago Heiliger e copre un’area di oltre 100 ettari. Splendidamente paesaggistico nello stile del tardo 18° secolo, doveva riflettere lo stile di una tenuta rurale inglese. I giardini sono un po’più formali, ma sicuramente conservano il loro splendore originale. Un punto culminante della vostra visita dovrebbe essere il bel Marmorpalais, un edificio in mattoni neoclassici costruito tra il 1787 e il 1791.

Schloss Cecilienhof

All’interno del Neuer Garten, uno dei più interessanti dei tanti edifici che vi si trovano è Schloss Cecilienhof. Costruito tra il 1914 e il 1917 in stile casa di campagna inglese, Cecilienhof è noto per essere stato il luogo in cui si tenne la conferenza di Potsdam del luglio-agosto 1945 tra gli Stati Uniti (Truman), il Regno Unito (Churchill) e l’URSS (Stalin) alla fine della seconda guerra mondiale. L’edificio è meravigliosamente conservato nello stato in cui si trovava durante la conferenza – inclusa la sala conferenze principale.

Holländisches Viertel, il quartiere olandese

A nord di Bassinplatz si trova il famoso quartiere olandese, l’Holländisches Viertel, con 134 incantevoli case in mattoni rossi, con finestre, infissi e finiture bianche. Aperta tra il 1737 e il 1742 da artigiani olandesi, questa comunità è la più grande collezione di case in stile olandese al di fuori dei Paesi Bassi. Copre quattro isolati, ed è molto popolare tra i turisti, che si affollano qui per le sue numerose boutique, i bar e i ristoranti. Mettete in conto alcune ore per esplorare la zona, sentendovi per qualche attimo in un’altra nazione! Incamminatevi poi verso il percorso pedonale che porta a Brandenburger Strasse.

Il quartiere di Alexandrowka

Uno dei quartieri più insoliti di Potsdam, che vale sicuramente la pena esplorare, è Alexandrowka. Si tratta di una colonia russa che fu un dono di Federico Guglielmo III al suo amico Karl Alexander nel 1820. I primi residenti erano i cantanti di un coro militare russo che aveva molto deliziato il re. I discendenti dei coloni originari vivono ancora nelle case in legno, chalet circondati da giardini e frutteti.

Tour dei Palazzi in barca

Non c’è modo migliore, suggestivo e particolare per osservare i grandi palazzi di Potsdam che dalle acque del suo fiume. Molte agenzie locali organizzano tour in barca, che durano circa un’ora e mezzo, che vi porteranno alla scoperta di questi tesori storici. I tour sono disponibili in tedesco e in inglese. Si possono prenotare i biglietti anche il giorno stesso. –

Area sosta camper Parkplatz Am Krongut, 196 Potsdamer Strasse, 14469 Potsdam. Un ampio parcheggio misto auto, con barriera, a pochi passi da Slot Sanssouci, 15 minuti a piedi al Castello – Fermata del tram a 400m – il Centro città a 1.2 km circa. Buone le istruzioni alla barriera. Pavimentato, illuminato. Tariffa per notte (2 persone tasse incluse)10 euro. Gli attacchi per l’elettricità a pagamento, non ci sono per tutti i veicoli ma in genere, arrivando presto da Berlino, qualcuno libero si trova. 

DRESDA (KM 190)

Dresda è una piccola città “gioiello” distesa sulle rive del fiume Elba. situata nel cuore della Sassonia e dalle origini antico-medioevali, la Firenze dell’Elba”, appellativo con cui è ancora oggi conosciuta, è una città il cui splendore è stato reso immortale grazie alle splendide vedute artistiche del pittore italiano Bernardo Bellotto, detto anche il Canaletto.

Per secoli Dresda è stata considerata una delle “perle” della Germania, grazie al fascino emanato dalle sue bellezze architettoniche e paesaggistiche.

Ma, allo stesso tempo, Dresda è stata la città tedesca che ha subìto maggiormente le conseguenza della seconda guerra mondiale, vivendo uno dei momenti più devastanti della storia del Novecento. Nel febbraio del 1945 questa città fu quasi completamente bombardata dalle forze inglesi alleate, ed il 75% del suo centro storico fu raso al suolo.

Dresda è riuscita a ricostruire con tenacia, costanza e coraggio tutti i monumenti ed i palazzi storici che si possono oggi ammirare, con l’obiettivo di superare gli orrori del passato e di recuperare l’antico splendore.

La chiesa protestante Frauenkirche e la cattolica Hofkirche, il suggestivo Zwinger ed il maestoso Teatro dell’Opera sono, allo stesso tempo, espressione della memoria della grandezza del regno della Sassonia, ma anche simbolo del desiderio di riscatto di una città che sulla cultura e sull’arte di ogni epoca ha fondato la sua identità. Oggi Dresda si presenta agli occhi del visitatore con due volti.

Quello dell’Altstadt, la Città Vecchia, dove sorgono gli edifici storici e monumentali che si affacciano sulla Brühlsche Terrasse, sulla riva sinistra dell’Elba, e quello della Neustadt, la Città Nuova, espressione del nuovo spirito che anima gli abitanti di Dresda, che si adagia sulla sponda opposta del fiume tra caffè alla moda, palazzine colorate, botteghe di artigiani e spazi verdi.

Una meta da non perdere per conoscere la città più elegante e raffinata della Germania, simbolo dell’umanesimo barocco e di uno splendore imperiale millenario.
Il Palazzo Reale di Dresda La maggiore attrattiva turistica e culturale di Dresda è lo Zwinger, un incantevole complesso architettonico in stile barocco che circonda degli splendidi giardini ispirati a quelli della Reggia di Versailles, tra fontane, piscine e sculture. Il termine Zwinger significa “fortificazione inframurale” e difatti la struttura è composta da una serie di edifici che vanno a riempire lo spazio vuoto tra la cinta muraria esterna ed interna, dove in passato sorgeva una fortezza medievale. Nonostante il complesso sia stato completamente distrutto dai bombardamenti del 1945, destino che ha colpito purtroppo tutti i monumenti ed i palazzi storici dell’Altstadt (la Città Vecchia), è stato perfettamente ricostruito ed è considerato anche oggi uno dei capolavori dell’architettura barocca dell’intera Germania. Lo Zwinger fu costruito tra il 1709 ed il 1733 dall’architetto Matthäus Daniel Pöppelmann e dallo scultore Balthasar Permoser per volere di Augusto il Forte, il più “estroso” dei sovrani della Sassonia. L’edificio non è mai stato pensato come una residenza reale, bensì era nato per ospitare i giochi, i tornei e le feste di corte della nobiltà sassone, data la raffinatezza e l’eleganza del luogo. I padiglioni più affascinanti che compongono lo Zwinger sono: il Glockenspielpavillon, il “Padiglione del carillon” formato da 40 campane in porcellana di Meissen; il Wallpavillion, il “Padiglione delle mura”, il vero capolavoro barocco di Poppelmann e Pernoser grazie ai virtuosismi scultorei ed alla statua di Ercole che sorregge il mondo collocato in cima. Da non perdere il Nymphenbad, un’incantevole fontana formata da grotte, sculture di ninfe e tritoni tra giochi acquatici.
Le sale interne dello Zwinger ospitano importanti gallerie ed esposizioni museali. La 
Zwingergalerie ospita il Museo Zoologico;

Il  Salone di Fisica e Matematica accoglie una straordinaria raccolta di strumenti matematici e fisici dal XVI al XIX secolo; la Collezione di Porcellane (Porzellansammlung), situata nel Deutscher Pavillon, è una delle più raffinate e preziose al mondo, voluta da Augusto il Forte per soddisfare la sua passione per “l’oro bianco”;

la Sala d’Armi è un vero e proprio viaggio nello sfarzo della Corte di Dresda, tra costumi, armi pregiate ed impressionanti  bardature considerate tra le più preziose al mondo.

Ma il museo senza dubbio più rinomato è ospitato all’interno della Sempergalerie, realizzata dall’architetto Gottfried Semper tra il 1847 ed il 1854. Si tratta della celebre Gemäldegalerie Alte Meister, la Pinacoteca degli Antichi Maestri, che custodisce una delle più importanti collezioni d’arte d’Europa.

Orari di apertura e prezzo del biglietto per il Palazzo Reale

Orari di apertura: tutti i giorni 10-18. Chiuso il lunedì.
Prezzo del biglietto: biglietto cumulativo Zwinger – Intero, 14 €, ridotto 10,50 €, 0-16 anni gratis.
Come arrivare: il palazzo si trova in Theaterplatz 1, e si raggiunge a piedi.

La chiesa di Nostra Signora a Dresda

La Chiesa di Frauenkirche rappresenta, oggi, il principale simbolo delle distruzioni che Dresda ha subìto il 13 febbraio del 1945, quando la Royal Air Force britannica bombardò la città radendo al suolo il 75% del suo patrimonio.

La costruzione della splendida Chiesa luterana di Nostra Signora, caratterizzata dalla sua maestosa cupola barocca che si staglia ancora oggi sul panorama cittadino, fu terminata nel 1743. L’edificio di culto fu progettato dall’architetto George Bähr che si ispirò allo stile architettonico delle chiese italiane, sormontata da un’enorme cupola bianca soprannominata “Die Steinerne Glocke”, ossia la “Campana di Pietra”.

Quasi per miracolo la struttura esterna della Frauenkirche non crollò sotto i bombardamenti, mentre la pioggia di fuoco devastò completamente gli interni in legno.

Purtroppo dopo pochi giorni, a causa del raffreddamento della temperatura degli interni realizzati in pietra arenaria, che era arrivata ad oltre 1000 gradi, uno dei piloni portanti della chiesa si spostò. Ciò provocò il collasso completo della struttura su se stessa e le sue macerie rimasero sul posto del crollo per 45 anni, come un monumento alla follia della guerra. Solo nel 1990, con la riunificazione della Germania, si decise di cominciare a ricostruire la Frauenkirche.

L’iniziativa fu di alcuni cittadini che coinvolsero fondazioni ed associazioni anche all’estero per organizzare alcune iniziative benefiche e donazioni private per finanziare la ricostruzione.

Nel 1994 iniziarono i lavori per la Stiftung Frauenkirche Dresden che dal 2006 è tornata, con lo splendore di un tempo, a dominare la piazza del Neumarkt.

La chiesa è considerata emblema di pace tra i popoli, simboleggiata anche dai colori bianco e dorato e dai colori pastello che caratterizzano l’interno e l’esterno della chiesa, sulla cui cupola è collocata la croce dorata finanziata dai britannici in segno di riconciliazione. Parte delle antiche rovine è stata conservata ed alcuni frammenti sono stati riutilizzati come souvenir per finanziare i costi della rinascita.

Orari di apertura e prezzo del biglietto per la chiesa di Nostra Signora a Dresda

Orari di apertura:
Chiesa: da lunedì a venerdì 10-11:30 e 13-17:30. Sabato e domenica orari variabili: https://www.frauenkirche-dresden.de/calendar/category/offene-kirche-besichtigung
Piattaforma panoramica: da novembre a febbraio lun – sab 10-16 e domenica 13-16.da marzo a ottobre: chiusura alle 18.
Prezzo del biglietto: ingresso gratuito in chiesa. Piattaforma panoramica della cupola: intero 10 €, 6-16 anni, studenti e pensionati 5 €.
Come arrivare: la chiesa si trova in Neumarkt, in centro, e si raggiunge a piedi.


Pinacoteca dei Maestri Antichi di Dresda

La Galleria dei Grandi Maestri, conosciuta anche come la Pinacoteca dei Maestri Antichi, custodisce una delle più importanti collezioni d’arte in Europa.

Situata nello Zwinger, all’interno della Sempergalerie,  fu fortemente voluta da Augusto il Forte, Principe Elettore di Sassonia, animato da una particolare passione artistica, e dal suo successore Federico Augusto II.

La Pinacoteca fa parte delle Collezioni d’Arte Statali di Dresda (Staatliche Kunstsammlungen Dresden, SKD), tra i più importanti ed antichi poli museali al mondo.

La collezione della Gemäldegalerie comprende 2000 dipinti e tantissime incisioni, tra cui capolavori realizzati tra il XV ed il XVII secolo in stile rinascimentale, fiammingo e barocco, da celebri pittori italiani, francesi, tedeschi e spagnoli come Andrea Mantegna, Tintoretto, Velàzquez, Dürer, Andrea del Sarto, Correggio, Giorgione, Parmigianino, Tiziano, Raffaello, Rembrabdt, Van Dyck, van Eyck, Rubens, Vermeer e tanti altri maestri dell’arte europea tra vissuti tra Cinquecento e Seicento.

Il dipinto più celebre della galleria è la Madonna Sistina di Raffaello (1512-1513), conosciuta soprattutto per la presenza dei due angioletti dall’espressione annoiata alla base della tela che caratterizzano non soltanto la Natività, rappresentata in modo egregio, ma anche l’intero stile dell’arte raffaelliana. Il quadro fu acquistato nel 1754 da Federico Augusto II.

Un’altra opera importante è la Venere Dormiente di Giorgione, uno splendido quadro purtroppo rimasto incompiuto a causa della morte de maestro avvenuta nel 1510. La Galleria è arricchita dalle celebri vedute di Dresda realizzate da Canaletto.

Il Furstenzug di Dresda

Impossibile passeggiare nell’Altstadt di Dresda senza notare l’immenso fregio che decora per 102 metri una parete esterna del Palazzo Reale, su Augustusstraße. Si tratta di un lunghissimo mosaico composto da 24.600 piastrelle di porcellana di Meissen, realizzato nel 1906 per illustrare l’intera processione di sovrani, principi elettori e duchi di Sassonia e della casata Wettin, in occasione degli 800 anni di dinastia regnante.

In origine la Processione dei Duchi era stata dipinta tra il 1872 ed il 1876, e fu successivamente “trasferita” su mosaico di porcellana per poter garantire una migliore conservazione nel tempo. A primo impatto visivo il “murale” è davvero di dimensioni impressionanti. Basti pensare che vi sono raffigurati quasi 100 figure, tra cui i 35 nobili della casata di Wettin a cavallo (principi, duchi e sovrani) che superano la grandezza naturale. L’intento era proprio quello di raccontare la storia della Sassonia attraverso coloro che l’avevano regnata, a partire da Corrado il Grande, Margravio di Meissen che fu al trono dal 1127 al 1156, fino a Giorgio, re di Sassonia, che regnò dal 1902 al 1904.Un’attrazione storica ed artistica da non perdere per rendersi conto della grandezza di una dinastia millenaria espressa attraverso un’opera in porcellana che non ha eguali.

La Hofkirche di Dresda

Se la Frauenkirche è conosciuta come la chiesa protestante più importante della Sassonia, la Hofkirche è considerata il principale luogo di culto cattolico.

La Cattedrale della Santissima Trinità fu realizzata da un architetto italiano, Gaetano Chiaveri, su volere di re Augusto il Forte, a seguito della sua conversione al cattolicesimo.

Hofkirche significa infatti “chiesa di corte “ o “cappella palatina”, e fu costruita nell’Altstadt, collegata da un ponte al Palazzo Reale, il Residenzschloss oggi adibito a museo, per poter consentire alla famiglia reale di partecipare alle messe senza attraversare la strada esterna.

La Cattedrale è stata realizzata in stile barocco ed è costruita in pietra arenaria, come la gran parte degli edifici storici di Dresda.

La torre dell’orologio è alta più di 80 metri e la navata principale è lunga 52 metri. All’interno si possono ammirare le 78 statue di santi e principi elettori disposte in nicchie e sui parapetti, realizzate dall’italiano Lorenzo Mattielli.

La Hofkirche custodisce, in una cripta, il cuore del re di Polonia Augusto il Forte, ultimo re di Sassonia, ed i resti di altri membri della dinastia Wettin, tra cui quelli della principessa Maria Carolina di Savoia, moglie di Antonio di Sassonia.

Anche questa cattedrale fu completamente distrutta dai bombardamenti del 1945 e fu ricostruita negli anni Ottanta rispettando le fattezze originali, diventando uno dei simboli della città di Dresda.

Orari di apertura:
Dal lunedì al giovedì e di sabato 10 – 17
venerdì 13- 17
domenica 12 – 16
Prezzo del biglietto: ingresso gratuito
Come arrivare: la cattedrale si trova in Schlosstrasse 24 e si raggiunge a piedi.

Teatro dell’Opera di Dresda

Affacciata sulle rive del fiume Elba, a dominare la Theaterplatz a pochi passi dallo Zwinger, troviamo la Semperoper, il Teatro dell’Opera di Dresda, con la sua imponenza raffinata ed affascinante. L’edificio è sicuramente uno dei più belli della città, costruito tra il 1838 ed il 1841 dall’architetto Gottfried Semper in stile neorinascimentale e neobarocco con una particolare forma semicircolare. Purtroppo, la prima versione del Teatro dell’Opera andò distrutta in un incendio nel 1869 ed il nuovo progetto fu affidato al figlio di Gottfried, Manfred, che ne concluse la realizzazione nel 1880 ispirandosi alle forme tondeggianti del padre. In quegli anni, all’interno della sontuosa Semperoper, si poteva assistere alle prime opere di Wagner e di Strauss. Il destino volle che lo splendido teatro fosse nuovamente raso al suolo nel 1945, quando i bombardamenti di guerra distrussero completamente la città di Dresda.Tra il 1977 ed il 1985 l’Opera fu ricostruita in base alle caratteristiche architettoniche originarie ed adattata alle nuove esigenze moderne per quanto riguarda il palco e la platea, dai servizi di illuminazione a quelli di riscaldamento. La raffinata e sontuosa decorazione degli ambienti interni fu affidata ad artigiani e scultori locali. Oggi la Semperoper di Dresda è uno dei teatri più celebri al mondo ed ha ricevuto di recente il titolo di Sächsische Staatsoper (opera statale della Sassonia. La sua sala, completamente ampliata e ristrutturata negli anni Ottanta, possiede una straordinaria acustica. Ogni anno il Teatro offre al pubblico una ricca programmazione artistica che comprende la rappresentazione di spettacoli appartenenti al repertorio tedesco e famosi in tutti.

Kunsthof Passage a Dresda

Oltrepassare l’Augustusbrücke o il Carolabrücke e raggiugere la riva opposta dell’Elba è importante per conoscere la “vera” Dresda.

A differenza del suggestivo ed affascinante centro antico, raso al suolo nel 1945 e ricostruito rispettando lo stile originario di monumenti e musei, la Città Nuova (Neustadt) è stata meno colpita dai bombardamenti ed è qui che si è sviluppata, dagli anni ’50 in poi, la Dresda che oggi conosciamo.

Giunti su Albertstraße, da dove potrete iniziare il percorso, vi accorgerete che questa parte della città è caratterizzata da tutt’altra atmosfera, più vivace, moderna e genuina, che lascia poco spazio alla solennità della memoria del passato.

Dopo aver passeggiato sull’elegante viale “Albert” costellato di caffè e palazzi signorili, imboccate una delle tante stradine sulla vostra destra, ed immergetevi in un mondo fatto di casette basse e palazzine dalle mura esterne coloratissime, bistrot con i tavolini all’aperto, negozi di musica, di artigianato e design, ristoranti etnici, cortili e piccoli parchi sempre affollati da residenti e turisti.

La vostra meta è il Kunsthofpassage, un cortile circondato da palazzine colorate da divertenti murales artistici, dove si può curiosare tra piccoli negozietti di artigianato e ristorantini tipici. La vera attrattiva del posto si trova nella “Hof der elemente”, la Corte degli elementi, ed è Funnel Wall” (Muro-Imbuto), una casa che suona al ritmo di pioggia.

La sua facciata esterna, infatti, e ricoperta da una particolarissima grondaia che, grazie ad un sapiente sistema di imbuti in acciaio e tubature, è in grado di produrre suoni e melodie al passaggio dell’acqua come una vera orchestra sinfonica. Un’opera architettonica che combina in modo estroso arte, musica e design.

Dresda è una città che si lascia ammirare per la sua bellezza mozzafiato, e chi la visita non può non dedicare qualche minuto a passeggiare nei due luoghi panoramici privilegiati dai turisti ma anche da chi la vive.

La Brühlsche Terrasse di Dresda

Dresda è una città che si lascia ammirare per la sua bellezza mozzafiato, e chi la visita non può non dedicare qualche minuto a passeggiare nei due luoghi panoramici privilegiati dai turisti ma anche da chi la vive. La Brühlsche Terrasse è una splendida terrazza situata a picco sul fiume Elba, dove ci si può sedere su una panchina per ammirare la riva opposta, dove si trova la Neustadt (la Città Nuova). Probabilmente è quello che fece lo scrittore e poeta Johann Wolfgang von Goethe, che ribattezzò la terrazza “il Balcone d’Europa”. E la sensazione che si ha è proprio quella di affacciarsi sull’Europa, mentre si osservano i battelli e le barche che percorrono l’Elba, passando sotto i ponti Augustusbrücke e Carolabrücke. La terrazza in origine era una fortificazione della città, ed i terreni in essa racchiusi furono concessi dal Principe Elettore Federico Augusto II al conte Heinrich von Brühl, da cui deriva il nome della Terrazza.Von Brühl decise di trasformarla tra il 1739 e il 1748 in un incantevole parco sul fiume formato da meravigliosi giardini, alberi e fontane e vi fece costruire sontuosi palazzi che purtroppo non sono rimasti fino ai giorni nostri. Attualmente sulla Brühlsche Terrasse sorge la Kunstakademie, l’Accademia delle Belle Arti, e nel 1814 la terrazza fu aperta al pubblico, accessibile grazie ad una maestosa scalinata che parte dalla Schlossplatz e la collega alla Hofkirche. Per ammirare una romantica e celebre vista sulla città di Dresda dovete attraversare Augustusbrücke e giungere sulla riva opposta dell’Elba. Qui, in uno splendido parco verde, troverete una cavalletto da disegno senza tela. Probabilmente è in questo punto preciso che l’artista veneziano Canaletto, nel suo soggiorno a Dresda, colse la luce adatta per dipingere una delle sue splendide vedute di questa città, celebri in tutto il mondo ed esposte nella Gemäldegalerie. Canaletto Blick è, senza alcun dubbio, uno dei luoghi panoramici più romantici di Dresda, dove poter ammirare un quadro “dal vivo” che racchiude le sue meraviglie adagiate sull’Elba.

Cosa mangiare a Dresda

Non potete lasciare Dresda senza aver assaggiato alcune pietanze tipiche della cucina sassone, che è una delle più amate della Germania. Come in tutto il paese anche qui si servono Kartoffel (patate) cucinate in ogni modo, ma la pietanza tipica del posto è la Sächsische Kartoffelsuppe, una particolare zuppa di patate alla sassone, preparata con salsicce e speck.

Da non perdere anche la Sächsischer Sauerbraten, l’arrosto all’agro, un arrosto di carne di manzo marinata servito con patate, gnocchi e verdure. Uno dei contorni più richiesti in Sassonia, e che accompagna tantissimi piatti, è il Leipziger Allerlei, preparato con verdure, carote, asparagi, piselli, rape, gamberetti di fiume, cavolfiore e gnocchi di semolino.

Se volete osare potete recarvi da Lila Sosse in Alaunstrasse, nei pressi del caratteristico Kunsthofpassage, nella Neudstadt, dove si servono particolarissime pietanze della cucina sassone moderna servite in un modo alquanto originale: all’interno di barattoli in vetro. Il menu è interamente in tedesco, un’occasione per scegliere a sorte piatti tipici del posto ed assaporare nuovi abbinamenti, in modo creativo e fantasioso. Per chi ama il dolce non può perdersi il Dresdner Christstollen, una specie di panettone che si prepara soprattutto nel periodo natalizio, o il Pulsnitzer Pfefferkuchen, una variazione del panpepato, senza grassi e più speziato, ed il Sächsische Quarkkeulchen, frittelle di patate dolci tipiche della Sassonia servite con mousse di mela.

Sosta camper Stellplatz Wiesentorstraße Dresda (Nord) – Wiesentor Strasse

   
   

Dresda/ Piazzola sul Brenta Km 909