I Borghi della Ciociaria (FR)
2026 05 02 Giovedì: Partenza da Valdagno giovedì pomeriggio alle 14,30 per arrivare alla prima tappa dell’uscita a Città di Castello (PG) dove abbiamo visitato il centro storico e il famoso Duomo dei Santi Florido e Amanzio.

Città di Castello
Tappa di trasferimento.




Sosta per la notte presso l’area camper comunale gratuita con carico e scarico compresi.

2026 05 03 Venerdì: Partenza al mattino per raggiungere l’area sosta attrezzata di Guarcino (FR)




Arrivati presso l’area di sosta alle ore 10,30 e dopo esserci registrati, siamo ripartiti con i nostri scooter alla prima meta dei diversi borghi che avevamo in programma. Primo borgo famoso per l’acqua FIUGGI Terme.
Fiuggi e centro storico, nota anticamente come Anticoli fino al 1911, è un celebre centro termale della Ciociaria con radici antichissime, probabilmente pelasgiche o erniche. Il borgo medievale, arroccato sul colle (Fiuggi Vecchia), si è sviluppato grazie alle sue acque benefiche, note fin dal Medioevo, diventando una delle stazioni termali più importanti d’Europa, storicamente apprezzata da Papa Bonifacio VIII e Michelangelo. Tra le altre cose siamo stati entusiasti dai murales e dalla buona tazza di cioccolata calda.













Si prosegue nel pomeriggio alla volta di Anagni.


LA CAPPELLA SISTINA DEL MEDIOEVO

Scorcio di neve sulle vette dei monti Sibillini.




2026 05 04 Venerdì: Veduta panoramica dalla terrazza del centro storico di Frosinone.











Altro scorcio dei Monti Sibillini dalla terrazza del centro storico di Frosinone.

Si prosegue per l’Isola del Liri, borgo veramente interessante per la sua cascata al centro del paese.







Veroli (FR)






Fumone (FR)











Acuto (FR)




Lago di Canterno Porciano (FR)
Veduta panoramica del Lago Canterno e scorcio dei Monti Sibillini innevati sulle cime.






Campocatino (FR)
Piccola località che sorge tra i monti Ernici e Cantarici, Campocatino è la stazione sciistica del comune di Guarcino, in provincia di Frosinone, da cui dista solo 39 chilometri. Da Guarcino si sale per Campocatino su una strada a tornanti per 18 km.
La skiarea dispone di una moderna seggiovia quadriposto e due skilift che servono 13 piste per lo sci alpino di livello medio e facile ed un moderno snowpark, l’ Upside Down Park. I principianti ed i bimbi trovano piste verdi, ed il campo scuola servito da uno skilift e un tapis roulant. Un altro tapis roulant serve sia gli sciatori che gli utenti del Fun Park, una nuova area riservata al divertimento di grandi e piccini, con gommoni, slittini e altre attrazioni che sarà operativa nei week-end..
Le discese sono tracciate in una conca carsica posta a 1800 metri di quota, il che, considerata anche la buona esposizione, permette alla neve di rimanere sui pendii da dicembre ad aprile.






Certosa di Trisulti Collepardo (FR)
La Certosa di Trisulti si trova nel territorio del Comune di Collepardo, in provincia di Frosinone. Il nome deriva dal latino “tres saltibus” (tre salti), con cui veniva chiamato l’antico castello del XII secolo di proprietà della famiglia Colonna, poi andato distrutto, che dominava i tre valichi verso l’Abruzzo, Roma e l’area meridionale dello Stato della Chiesa.
Si deve a papa Innocenzio III l’assegnazione ai Certosini della primitiva abbazia benedettina fondata da san Domenico di Sora poco prima dell’anno Mille, a poca distanza dall’attuale complesso. Nel 1204, in un’area meno impervia, venne costruito il nuovo perimetro abbaziale al centro del quale fu eretta la chiesa di San Bartolomeo consacrata nel 1211. Tra le testimonianze del periodo medievale, troviamo il leone posto sulla gradonata, proveniente dal demolito protiro della facciata della chiesa, e il cosiddetto palazzo di Innocenzo III, l’antica foresteria di fronte alla chiesa che oggi ospita la Biblioteca Nazionale in cui è custodito il patrimonio librario dell’antica Certosa.
Tra gli edifici, spicca la Farmacia settecentesca nella quale, fino in epoca recente, si producevano medicamenti e liquori, attività principale della Certosa. Un giardino all’italiana, le cui siepi ripropongono forme animali e dove si coltivavano le erbe medicinali usate per l’attività farmaceutica dei monaci, accoglie i visitatori di fronte all’ingresso dell’edificio. L’interno, diviso in tre ambienti, conserva l’arredo ottocentesco, con le vetrine, i grandi vasi da farmacia e gli armadi contenenti le scatole per le erbe. Nella sala principale, si può ammirare la decorazione pittorica in stile pompeiano di fine del Settecento di Giacomo Manco.
Nell’ingresso e nel salotto di attesa è visibile, inoltre, una raffinata decorazione del pittore napoletano Filippo Balbi che rappresentò a figura intera, in suggestivi trompe-l’oeil, Benedetto Ricciardi, il monaco che intorno al 1857 fu responsabile della farmacia. E ancora, preziose nature morte, animali, figure caricaturali di popolani raffigurati con vivido realismo e secondo complesse simbologie alchemiche cui alludono numerose iscrizioni.
Nella grande corte, dominata da una fontana settecentesca, si affaccia la chiesa di San Bartolomeo, visibile oggi con la facciata rinnovata negli ultimi anni del Settecento. All’interno, la navata è divisa dall’iconostasi, la struttura divisoria fra la zona presbiteriale riservata ai padri e quella dei conversi. Due cori lignei realizzati da maestri certosini, il primo della metà del Cinquecento e il secondo del 1688, circondano la navata. Alle pareti, si possono ammirare dipinti e affreschi raffiguranti glorie dei santi mentre sulla volta, a opera del napoletano Giuseppe Caci (1683), spiccano martiri testamentari e certosini. Tra queste rappresentazioni, nel primo coro della chiesa, domina quella raffigurante il massacro dei certosini a Londra, dipinto con eleganza rubensiana e drammatico realismo sempre da Filippo Balbi intorno al 1863. Accanto alla chiesa, sorge l’edificio monasteriale. Un ampio corridoio conduce al grande chiostro rettangolare circondato da arcate dove sono disposte, su diversi piani, le numerose stanze dei monaci. Al centro del corridoio, una porta conduce al monumentale refettorio sulla cui volta troneggia un grande dipinto murale; da un altro passaggio, si giunge al piccolo chiostro, con il cimitero dei monaci, e alla sala capitolare decorata con dipinti murali e pala d’altare realizzati da Giacomo Manco alla fine del Settecento.
































Bagno di Romagna. Tappa di ritorno presso l’area sosta camper comunale gratuita
